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News - 01/12/2013

Progetto Destinazione Italia e clausole di mediazione

Destinazione Italia (all. 1) è il progetto lanciato dal Governo che, sinergicamente alle priorità di politica economica indicate dal Documento di economia e finanza e dalla Legge di Stabilità, definisce un complesso di misure finalizzate a favorire in modo organico e strutturale l’attrazione degli investimenti esteri e a promuovere la competitività delle imprese italiane, che verranno introdotte progressivamente nell’ordinamento secondo una tempistica che detterà l’agenda del Governo.

Nella prima versione, si tratta di 50 misure che mirano a riformare un ampio spettro di settori, dal fisco al lavoro, dalla giustizia civile alla ricerca, a valorizzare asset dell’economia italiana, e a sviluppare una politica di promozione internazionale del Paese mirata sugli investimenti.
l’impatto di Destinazione Italia sull’economia del paese verrà monitorato con il supporto di Istat, Antitrust, Consob e Banca d’Italia, nonché delle organizzazioni internazionali. In questo esercizio saranno coinvolti i vari stakeholders, a cominciare dagli investitori esteri in Italia. I risultati conseguiti saranno valutati dal Consiglio dei ministri e resi pubblici, un rapporto su Destinazione Italia e sullo stato degli investimenti esteri in Italia sarà presentato ogni anno in Parlamento e trimestralmente il Consiglio dei Ministri, sulla base di un cronoprogramma, farà il punto sul suo stato di attuazione, per definire interventi che superino le criticità e per selezionare ulteriori linee di intervento.
Gli strumenti con cui Destinazione Italia punta ad attrarre investimenti capaci di sostenere l’economia italiana sono innanzitutto  l’apertura di nuove attività e insediamenti produttivi, la riconversione di attività esistenti, la capitalizzazione e il rafforzamento finanziario delle nostre imprese, la valorizzazione degli asset, la creazione di lavoro e conoscenza, puntando ad offrire ad ogni investitore un tutor che sia il suo interlocutore unico, e un “pacchetto di certezze”:
·         Certezza delle regole;
·         Certezza dei tempi;
·         Certezza del fisco
Il testo è aperto alla consultazione pubblica fino al 9 dicembre p.v., dopodiché verrà definitivamente approvato dal Governo.  Si compone di una serie di misure che incidono su numerosi ambiti, quali lavoro, efficienza della PA, start up, infrastrutture strategiche, semplificazioni e che sono in gran parte destinate a confluire in atti normativi di prossima adozione.
In  particolare,  in  materia di giustizia civile (all. 2),  Confindustria ha sostenuto  la necessità di rafforzare il ruolo del Tribunale delle imprese, sia sotto il profilo oggettivo, che sotto quello soggettivo, valorizzandone la competenza e specializzazione. Dal punto di vista oggettivo, soprattutto in ragione dell'attuale fase di crisi economica e delle connesse difficoltà e  rallentamenti  nella filiera dei pagamenti, si propone di ampliare la  competenza  del  Tribunale delle Imprese estendendola alle controversie relative ai ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali tra imprese e  tra  imprese  e  PA.  Dal  lato soggettivo, invece, l’orientamento di Confindustria è quello di predisporre  un  canale  preferenziale  di  tutela  giurisdizionale, che si estenda  anche agli investimenti esteri, ricomprendendo espressamente nelle competenze  del citato Tribunale anche le controversie di cui sia parte una impresa  avente  all'estero  la  sede  principale  e  in  Italia  una  sede secondaria  o  uno  stabilimento  con rappresentante autorizzato a stare in giudizio.
Quanto  alle  clausole  di  mediazione (all. 3),  sono stati predisposti  3 modelli di clausola  (per  i  contratti  tra  imprese;  per  i contratti tra impresa e consumatore; statutaria), in modo da incentivarne l'utilizzo da parte delle imprese.
Daremo aggiornamento sul nostro sito in merito agli sviluppi del progetto.

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