“La sfida dei territori e in particolare di questo è sempre lo sviluppo. Per arrivare a ciò bisogna puntare su alcuni aspetti. Uno di questi è quello delle infrastrutture, a partire dal raddoppio della Salaria. Poi c’è la parte del capitale umano: il fatto che a Rieti ci sia un polo universitario è un vantaggio”. Lo dice Giuseppe Biazzo, Presidente di Unindustria, in un’intervista al Messaggero.
Presidente Biazzo quali sono secondo lei le sfide che questo territorio dovrà affrontare nei prossimi anni?
“La sfida principale dei territori e, in particolare, di questo, è sempre quello dello sviluppo. Per arrivare a ciò bisogna puntare su alcuni aspetti. Uno di questi è quello delle infrastrutture, in particolare il raddoppio della Salaria, dove da qualche mese sono partiti i lavori. Una volta terminati, i tempi di percorrenza da e verso la Capitale saranno ridotti e questo porterà benefici importanti per il territorio. Poi c’è la parte del capitale umano, il fatto che ci sia un polo universitario sicuramente è un vantaggio. La sfida in questo caso è quella di trattenere sul territorio soprattutto i giovani formati”.
Quale può essere un altro fattore di sviluppo?
“Qui c’è un bacino di acqua molto importante, questo è sicuramente uno dei punti che può attrarre investimenti soprattutto in ambito farmaceutico, abbiamo un polo importante come la Takeda e si possono attrarre altri investimenti, perché ci sono attività che hanno necessità di utilizzare l’acqua”.
Le rinnovabili che ruolo possono avere in tutto ciò?
“Come Confindustria nazionale stiamo spingendo molto su questo tema, perché uno dei problemi è il costo elevato dell’energia. E sappiamo bene che è qualcosa sulla quale bisogna intervenire perché la domanda di elettricità schizzerà in alto nei prossimi anni. Ci sono infatti delle previsioni legate all’intelligenza artificiale e alla mobilità elettrica che mostrano questo trend. Però quella delle rinnovabili non può essere l’unica soluzione, poiché è soggetta a sbalzi, c’è bisogno di stabilità di un mix energetico. E, in tutto ciò, il nucleare può essere una opzione a lungo termine”.
Il prossimo 24 agosto saranno dieci anni dal terremoto di Amatrice e Accumoli, ma la ricostruzione va a rilento.
“Gli investimenti ci sono. Bisogna accelerare, anche dal punto di vista burocratico. Oltretutto stiamo venendo fuori da un Pnrr che aveva una parte dedicata all’intelligenza artificiale e alla digitalizzazione della pubblica amministrazione. Spero che dopo un investimento di questa portata si ottenga una maggiore efficienza da parte degli uffici preposti, in modo da dare risposte a tutti in tempi più celeri”.
Uno dei problemi delle aree periferiche è lo spopolamento e la desertificazione. Come invertire questo trend?
“Io sono un ottimista di natura. Credo che il mondo che sta cambiando sia un’opportunità anche per queste aree. Stare in un luogo non lontano da Roma può essere motivo di attrazione per gli investimenti. Bisogna avere però aree attrezzate e collegamenti ragionevoli. Questa è un’area interna, certo, ma ha le caratteristiche positive delle zone lontane dal caos della metropoli. Penso ad esempio allo sport come attrattore turistico e mi riferisco ai Mondiali di wakeboard organizzati da Claudio Ponzani al lago del Salto, dopo quello del 2022, e ai Mondiali di volo a vela al Ciuffelli del prossimo anno”.