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Interviste ed Editoriali - 24/08/2022

«Moratorie selettive per chi è in crisi una Cig ad hoc per aiutare le aziende»

Aumento dei costi dell'Energia, intervista al Presidente Angelo Camilli su "Il Messaggero"

 

"Il governo Draghi ha fatto tanto per affrontare l'emergenza energia, ma la situazione attuale è ancora esplosiva, anzi sta peggiorando, sembra una tempesta perfetta. Bisogna fare di più per evitare il blocco delle aziende e fortissime ripercussioni sulle bollette delle famiglie». 

 

Va subito al punto Angelo Camilli, Presidente di Unindustria, che nell'intervista odierna su "Il Messaggero" a cura di Umberto Mancini esprime la forte preoccupazione per il continuo aumento dei prezzi del gas e le tensioni crescenti, soprattutto in una fase politica in cui c'è il rischio di un vuoto di potere, vista l'imminenza delle elezioni e il governo impegnato nella sola gestione corrente.

 

Presidente, servono interventi immediati ma il governo è ormai agli sgoccioli.

«Da tempo sosteniamo che la questione energetica è prioritaria e che va affrontata in maniera strutturale, non con misure tampone o una tantum. I prezzi del gas hanno toccato livelli insostenibili con un quadro geopolitico molto complesso, forti tensioni sui mercati, la speculazione che spinge sui prezzi. Insomma, sembra una tempesta perfetta, anche se in questa congiuntura difficile l'esecutivo ha fatto il possibile, non si è mosso male».

 

Però a questo punto i 30 miliardi già stanziati tra tagli alle tariffe, azzeramento degli oneri di sistema, interventi a favore delle famiglie e delle imprese, non saranno sufficienti.

«Lo pensiamo tutti. Nonostante le buone intenzioni, serviranno altri interventi, altre misure. L'emergenza è altissima. Anche perché la diversificazione delle fonti energetiche avviata da Draghi impiegherà del tempo per andare a regime e svincolarci dalla dipendenza dalla Russia».

 

E tra pochi giorni Gazprom chiuderà ancora i rubinetti, per fare manutenzione.

«Se i prezzi continueranno ad aumentare, come più che probabile, il quadro cambierà ancora e i provvedimenti fin qui presi saranno di fatto obsoleti. Andranno riviste tutte le misure, ovviamente potenziandole».

 

Da dove bisogna partire?

«Confermando i crediti d'imposta, l'azzeramento degli oneri di sistema, gli aiuti alle famiglie e trovando altri fondi in bilancio». Potrà farlo il governo Draghi o spetterà al nuovo esecutivo? «Il problema sta proprio qui. C'è il rischio di un vuoto di potere tra esecutivo uscente, a fine settembre, e i tempi tecnici per l'insediamento del nuovo, presumibilmente ottobre-novembre. Con gravi conseguenze per il nostro Paese».

 

La crisi politica nel bei mezzo della crisi energetica....

«Appunto. Draghi non ha voluto ricorrere allo scostamento di bilancio, ma servirà trovare nuovi fondi. Lo dico più chiaro: le misure varate non sono sufficienti per affrontare una emergenza nazionale che rischia di portate il sistema fuori mercato».

 

Con rischi altissimi per l'occupazione, il Pil, la ripresa.

«Le imprese, che hanno lanciato da tempo un grido d'allarme, rischiano di andare al tappeto. Intere filiere industriali, siderurgia, settore della carta, ceramiche, insomma la manifattura in genere, rischiano di chiudere. Molte aziende hanno già ridotto la produzione, altre lavorano solo di notte per risparmiare pagando meno l'energia, altre purtroppo sono già sull'orlo della crisi».

 

Draghi ha proposto un tetto al prezzo del gas a livello Ue.

«Sarebbe un ottimo risultato, ma l'Europa purtroppo è ancora molto divisa. In attesa di un intervento coordinato di Bruxelles, sarebbe utile mettere un tetto al prezzo del gas a livello nazionale. Inoltre moratorie selettive per sostenere i settori più in difficoltà, evitare possibili fallimenti. Accanto alla manifattura soffrono anche altri settori di cui poco si parla. Penso al digitale, che consuma tanta energia, come al settore delle telecomunicazioni, al settore chimico farmaceutico, il settore delle gomme e plastiche, il settore estrattivo o al corn parto alberghiero. Comparti che vanno tutelati, che creano occupazione e danno impulso al Pil. Penso a delle moratorie soprattutto per le Pmi che più soffrono».

 

II Presidente Bonomi ha parlato anche della necessità di immaginare un piano organico di razionamenti, di riduzione dei consumi.

«Che non deve, però, riguardare solo le imprese. Credo sia utile anche su questo fronte agire in fretta, come del resto ha fatto in Germania. Anche pensare a misure straordinarie come, a esempio, una Cig per l'energia, come fatto per la Cig-Covid, potrebbe essere importante per sostenere le aziende. Così come sarebbe di grande importanza che anche i territori dessero un loro contributo, penso per esempio per quanto riguarda la nostra Regione: penso sia importante varare al più presto un piano regionale sull'energia, accelerare sulle semplificazioni, utilizzare al meglio i fondi europei e promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili».

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