L'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Centrale (Aubac) ha presentato oggi il suo primo Bilancio di sostenibilità nel corso dell'incontro "Acqua, territorio e valore pubblico" che si è svolto a Roma presso la sede dell'Ente.
La presentazione ha riunito istituzioni, gestori, rappresentanti del sistema produttivo, della bonifica e della ricerca per un confronto sul governo dell'acqua e del territorio. Al centro, il ruolo di un'Autorità che opera su oltre 42.000 kmq, 901 Comuni e sette Regioni, con più di 8,6 milioni di abitanti.
"Abbiamo voluto questo Bilancio per rendere più chiaro il rapporto tra le risorse pubbliche che utilizziamo, il lavoro che svolgiamo e i benefici che contribuiamo a generare per la collettività - ha dichiarato Marco Casini, segretario generale di Aubac. Rendicontare la nostra missione significa assumerci una responsabilità verso i cittadini, l'ambiente e le generazioni future".
Il bilancio documenta il percorso verso un quadro unitario di pianificazione del rischio da alluvioni e da frane, il rafforzamento dell'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, lo sviluppo del bilancio idrico-idrologico distrettuale e l'attivazione della rete di monitoraggio dei laghi di Albano, Bolsena, Vico e Bracciano. Un ruolo centrale è attribuito alla conoscenza e all'innovazione digitale. Attraverso la piattaforma WebGIS-Digital Twin, Aubac mette in relazione cartografie, monitoraggio ambientale e osservazioni satellitari, rendendo le informazioni più accessibili e utilizzabili dalle amministrazioni, dai professionisti e dai cittadini. La condivisione dei dati contribuisce così alla trasparenza, alla comprensione dei rischi e alla qualità delle decisioni pubbliche.
Alla tutela degli ecosistemi contribuisce anche Plasticentro, il progetto per contrastare l'inquinamento da plastiche nei fiumi e il loro trasferimento al mare. Comunicazione e collaborazione con istituzioni, gestori, imprese e ricerca accompagnano queste attività, favorendo la partecipazione e la costruzione di sinergie operative. "Per un'Autorità di bacino la sostenibilità si esprime nella capacità di prevenire i rischi, tutelare le risorse naturali e orientare le trasformazioni del territorio - ha proseguito Casini. Una mappa aggiornata, dati accessibili sull'acqua e regole omogenee aiutano le amministrazioni a decidere meglio. Con questo Bilancio vogliamo rendere comprensibile tale contributo, verificare i risultati e utilizzare il confronto con i territori per migliorare le scelte successive".
All'incontro, aperto da Casini, sono intervenuti Vanessa Lucidi, dirigente AUBAC; Rosa Lombardi, professoressa ordinaria di Economia aziendale della Sapienza Università di Roma; Laura D'Aprile, Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile del MASE; Francesco Nazzaro, Capo di Gabinetto della Città Metropolitana di Roma Capitale; Marco Salis, Presidente di Acea Ato 2; Massimiliano Ricci, Direttore Generale di Unindustria; Antonio Urbano, responsabile dell'Area Economia di Anbi; e Annamaria Barrile, Direttore Generale di Utilitalia.
Il confronto ha approfondito le relazioni tra pianificazione, sicurezza del servizio idrico, agricoltura, competitività delle imprese e adattamento climatico. Il Direttore Generale di Unindustria Massimiliano Ricci è intervenuto sottolineando come l'attenzione alla pianificazione della risorsa idrica sia strettamente correlata allo sviluppo sostenibile del tessuto industriale e sia fondamentale avere una visione al futuro, perché l’acqua è una risorsa sempre più strategica per la competitività del territorio, per attrarre nuovi investimenti e mantenere quelli già presenti:
«Per le imprese l’acqua non è soltanto una risorsa ambientale, ma una garanzia di continuità produttiva e un fattore sempre più determinante nelle scelte di investimento. Dobbiamo lavorare su capacità amministrativa, semplificazione delle autorizzazioni e infrastrutture moderne, rendendo il riuso delle acque anche economicamente sostenibile. Il Lazio ha tutte le condizioni per diventare una vera regione dell’acqua, trasformando questa risorsa in un elemento distintivo di competitività e attrattività».
Unindustria è già impegnata su questo fronte attraverso la mappatura delle infrastrutture idriche nelle aree industriali del Lazio e progetti concreti per il recupero e il riutilizzo dell’acqua, dalla Tiburtina a Latina. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra imprese, istituzioni e gestori, promuovendo investimenti strutturali capaci di coniugare sostenibilità ambientale, sicurezza idrica e sviluppo industriale.