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Foto gallery - 16/04/2026

I Dossier Europei prioritari per le PMI: rappresentare gli interessi dell’industria italiana in Europa

Follow up del Seminario del Gruppo di Lavoro Dossier Europei


L'incontro, coordinato dal Delegato ai Dossier Europei di Unindustria, Dott. Pierpaolo Pontecorvo, ha avuto l’obiettivo di approfondire le principali e più attuali tematiche europee impattanti per le imprese. “Essere presenti a Bruxelles e seguire con attenzione tutte le fasi del processo legislativo europeo è fondamentale per garantire che le istanze del sistema produttivo italiano siano ascoltate e trovino riscontro nelle norme europee di domani. Infatti, il 70% della legislazione nazionale trae origine dal livello europeo” ha dichiarato Pontecorvo.

 

Anche il Presidente della Piccola Industria di Unindustria, Dott. Cristiano Dionisi, ha sottolineato l’importanza di monitorare con continuità i dossier più rilevanti e intervenire con competenza nei tavoli dove si definiscono le regole comuni. “La platea delle PMI nel Lazio è composta per l'87% da microimprese fino a 10 dipendenti, per l'11,3% da piccole imprese fino a 50 dipendenti e per l’1,6% da medie imprese, che hanno bisogno di essere sostenute giorno per giorno da normative e strumenti dedicati”.

 

“Rappresentare gli interessi dell’industria italiana a livello europeo significa essere presenti nei momenti chiave, costruire alleanze con le altre Confindustrie europee e far sentire la voce delle imprese italiane in Europa” ha dichiarato il Past President di Unindustria, Ing. Filippo Tortoriello, e membro del Gruppo Tecnico Europa di Confindustria. La delega ai rapporti con l’Europa affidata al Vicepresidente Stefan Pan ha proprio l’obiettivo di costruire una rete di rapporti con le principali associazioni industriali europee, in particolare BDI (Germania) e MEDEF (Francia).

 

I singoli temi sono stati illustrati dalla Dott.ssa Gaia della Rocca, Senior Adviser Politiche Industriali della delegazione di Confindustria a Bruxelles, che ha fornito una panoramica del contesto europeo attuale, estremamente complesso e caratterizzato da tensioni geopolitiche acute, distorsioni commerciali e crescente competizione globale.

 

Qui di seguito si illustrano alcune tematiche affrontate. Per la documentazione completa è possibile consultare la presentazione in allegato.

 

Nuova Commissione Europea - Priorità Strategiche: la nuova Commissione Europea ha modificato significativamente le proprie priorità strategiche, concentrandosi sul rafforzamento della competitività e sulla valorizzazione dell'industria. Gli obiettivi di decarbonizzazione precedentemente stabiliti vengono mantenuti fermi. L'approccio attuale mira a conciliare in modo più equilibrato gli obiettivi di competitività con quelli ambientali.

 

Fattori critici per la competitività europea: la questione energetica è emersa come priorità assoluta, con necessità di ridurre i costi dell'energia in seguito agli aumenti significativi degli ultimi anni e alle marcate differenze di prezzo tra i paesi membri dell'Unione. Il quadro regolamentare europeo è stato riconosciuto come eccessivamente complesso, generando oneri burocratici e costi che gravano quotidianamente sulle imprese. È stata sottolineata l'importanza cruciale di mobilitare risorse finanziarie per sostenere la transizione verde e digitale, mantenendo al contempo la competitività.

 

Il Quadro Finanziario Pluriennale che entrerà in vigore nel 2028 si articola in due pilastri: il primo include politiche di coesione e fondi strutturali gestiti a livello nazionale e regionale, il secondo comprende programmi a gestione diretta dell'UE tra cui Horizon Europe e il nuovo Fondo Europeo per la Competitività con quattro finestre tematiche (decarbonizzazione, digitalizzazione, scienze della vita e spazio-difesa) con dotazioni di circa 16 miliardi di euro ciascuno, riconoscendo ricerca e innovazione come leve fondamentali per la competitività e affrontando il gap di innovazione europeo caratterizzato dall'incapacità di trasformare le ricerche in prodotti commercializzabili.

 

Industrial Accelerator Act: il provvedimento è stato presentato il 4 marzo scorso con l'obiettivo di aumentare la capacità industriale e produttiva europea e portare la quota della manifattura al 20% del PIL entro il 2035. Il focus è su industrie ad alta intensità energetica, settore automotive e tecnologie net-zero, con particolare attenzione a materiali strategici come acciaio, cemento e alluminio. Le misure principali comprendono sostegno alla domanda di prodotti e materiali low-carbon attraverso appalti pubblici, accelerazione delle procedure autorizzative per nuovi progetti industriali, e introduzione del concetto di preferenza europea negli appalti pubblici.

 

Semplificazione Amministrativa: la Commissione ha fissato obiettivi ambiziosi di riduzione degli oneri amministrativi del 25% per tutte le imprese e del 35% per le PMI entro la fine del mandato. Sono stati presentati pacchetti omnibus per reporting in materia di sostenibilità finanziaria, normative digitali, ambiente e legislazione energetica (previsto per il secondo trimestre 2026).

 

28° Regime Societario Europeo: il 18 marzo scorso è stata presentata una proposta per istituire un ventottesimo regime societario europeo armonizzato e opzionale. L'obiettivo è semplificare la costituzione e l'espansione delle imprese nel mercato unico, facilitare le operazioni transfrontaliere e supportare particolarmente startup e scale-up innovative. Il regime introduce principi innovativi come il digital-only con completa digitalizzazione delle procedure di costituzione e il principio once-only con l’eliminazione di obblighi informativi duplicati.

 

Fondo Europeo per la Competitività: il nuovo Fondo per la Competitività è stato progettato per collegarsi strettamente al programma di ricerca e innovazione Horizon Europe, coprendo l'intero ciclo dell'innovazione dalla ricerca allo sviluppo industriale, fino alla commercializzazione. L'obiettivo è affrontare il gap di innovazione europeo, caratterizzato dall'incapacità di trasformare le ricerche in prodotti commercializzabili. Il Fondo prevede quattro finestre tematiche: decarbonizzazione, digitalizzazione, scienze della vita (incluse biotecnologie e agricoltura) e spazio e difesa.

 

Direttiva sui Ritardi di Pagamento: la proposta presentata nel 2024 prevedeva l'introduzione di termini fissi di pagamento sia nei rapporti tra imprese e pubbliche amministrazioni che nei rapporti business-to-business. Gli Stati membri hanno richiesto il ritiro della proposta, che la Commissione ha però rifiutato di ritirare formalmente. L'iter ad oggi è fermo.

 

Trasferimento di impresa e Transizione Generazionale: la Commissione ha annunciato l'intenzione di presentare una revisione della raccomandazione del 1994 sul trasferimento di impresa. In Italia circa un terzo delle aziende familiari sarà interessato dalla transizione generazionale nei prossimi dieci anni: l'obiettivo è assicurare che il passaggio generazionale sia vissuto come opportunità anziché come momento di crisi. Si è in attesa della presentazione della proposta.

 

Definizione di PMI e Small Mid-Cap: da tempo viene richiesto almeno un adeguamento delle soglie finanziarie ai parametri dell'inflazione, considerando che dal 2003 il contesto economico è significativamente cambiato. La Commissione esita a procedere, temendo di aprire un dibattito complesso dato che la definizione attuale è il risultato di un equilibrio difficilmente raggiunto. Nell'aprile 2025, la Commissione ha introdotto una nuova definizione di Small Mid-Cap. Il lavoro di monitoraggio e advocacy di Confindustria continua a vari livelli istituzionali per garantire che le esigenze delle imprese italiane, specialmente quelle di piccole e medie dimensioni, siano adeguatamente rappresentate e tutelate nel processo legislativo europeo.

 

Per approfondire i temi e per altri Dossier consultare il documento in allegato.

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Daniela Marchetti




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