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News - 27/02/2026

Contributi a fondo perduto per le imprese dell’indotto ILVA

Domande dal 23 marzo al 20 maggio 2026

Il MIMIT ha pubblicato un decreto dedicato alle imprese dell’indotto della società ILVA.

La misura, con una dotazione finanziaria pari a 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, intende sostenere, attraverso la concessione di un contributo a fondo perduto in regime de minimis, la continuità operativa delle PMI che hanno subito impatti economici rilevanti a causa della situazione aziendale degli impianti siderurgici ILVA.

Le imprese potranno presentare domanda all’indirizzo dgiai.div05@pec.mimit.gov.it dal 23 marzo al 20 maggio 2026.

All misura sono destinate risorse pari ad euro 1.000.000 per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.

Beneficiari

Possono beneficiare del contributo a fondo perduto le PMI, operanti sull’intero territorio nazionale, che hanno registrato, nell’esercizio 2024, più del 50 % del fatturato nei confronti delle imprese che gestiscono gli impianti siderurgici della società ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria, attraverso la fornitura di beni o servizi connessi al risanamento ambientale o funzionali alla continuazione dell’attività degli impianti stessi.

Le imprese, alla data di presentazione della richiesta, devono:

  1. risultare regolarmente costituite, iscritte e “attive” nel Registro delle imprese
  2. avere sede legale o operativa ubicata sul territorio nazionale

 

Incentivo

Il contributo è a fondo perduto e prevede quota fissa pari ad euro 20.000 (in de minimis), alla quale aggiungere una quota variabile, funzionale all’utilizzo delle eventuali risorse non assegnate in quota fissa, commisurata al rapporto tra il fatturato medio registrato dal singolo soggetto beneficiario nel biennio 2023-2024 nei confronti delle imprese che gestiscono gli impianti siderurgici della società ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria e la sommatoria dei predetti fatturati medi registrati dalla totalità dei soggetti beneficiari.

Qualora la dotazione finanziaria non sia sufficiente a soddisfare la richiesta di contributo riferita a tutte le istanze ammissibili, il Ministero provvede a ridurre in modo proporzionale il contributo sulla base delle risorse finanziarie disponibili.

Il contributo è concesso in de minimis e non può in ogni caso eccedere l’importo di euro 300.000.

Procedura di accesso al contributo

Ai fini dell’accesso al contributo, le imprese devono presentare un’apposita istanza, esclusivamente a mezzo posta elettronica certificata (PEC), all’indirizzo dgiai.div05@pec.mimit.gov.it.   

Nella trasmissione dell’istanza, ciascun soggetto richiedente deve riportare nell’oggetto della PEC il seguente testo: “Contributo indotto ILVA – istanza di agevolazione” seguito dal codice fiscale del soggetto istante e dalla sua denominazione.

Nell’istanza è necessario:

  1. fornire i dati anagrafici dell’impresa
  2. dichiarare il possesso dei requisiti di ammissibilità
  3. indicare l’ammontare massimo del contributo richiesto tenuto conto dell’importo massimo concedibile nel rispetto del massimale de minimis
  4. indicare l’IBAN relativo al conto corrente, intestato al medesimo soggetto richiedente, su cui si chiede l’accreditamento dell’agevolazione
  5. indicare l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) per le comunicazioni connesse alla concessione del contributo

All’istanza deve essere allegata:

  1. DSAN attestante il fatturato registrato nell’esercizio 2024, la quota parte del predetto fatturato conseguito nei confronti delle imprese che gestiscono gli impianti siderurgici della società ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria nonché il fatturato conseguito nei confronti delle medesime imprese nell’esercizio 2023 (la dichiarazione deve essere resa dal legale rappresentante e controfirmata dal presidente del collegio sindacale o dal revisore unico. Qualora non siano presenti il collegio sindacale o il revisore unico, la dichiarazione deve essere controfirmata da un professionista iscritto nell’albo dei revisori legali, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali o in quello dei consulenti del lavoro, ovvero dal responsabile del centro di assistenza fiscale
  2. DSAN relativa alla determinazione della dimensione di impresa
  3. DSAN in merito ai dati necessari per la richiesta delle informazioni antimafia per i soggetti sottoposti alla verifica
  4. l’ulteriore eventuale documentazione indicata con il provvedimento di cui al comma 4. 4 del decreto

Concessione del contributo

Il Ministero, per le istanze per le quali le verifiche si concludono negativamente, ovvero risultino incomplete, procede alla trasmissione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza.

Per le istanze per le quali le verifiche si concludono positivamente, il Ministero determina il contributo concedibile.

Erogazione del contributo

Il contributo è erogato dal Ministero sul conto corrente bancario indicato dal beneficiario in tre rate annuali di pari importo.

 

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