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Comunicato Stampa - 10/04/2015

Unindustria, Papa: “Porto di Gaeta, sì alla valorizzazione commerciale ma puntando anche al turismo”

“Ribadisco l’interesse di Unindustria sul progetto relativo alla tratta ferroviaria Cassino-Gaeta - che è stato presentato, ma confermo anche che esistono alcune criticità da tenere presente per evitare che lo stesso resti l’ennesimo progetto che rimane nel cassetto”. Il Presidente Papa interviene a margine del convegno organizzato dal Cosilam ed aggiunge: “Sono convinto altresì che la compattezza istituzionale emersa nel corso dell’incontro costituisca sicuramente il punto di forza più importante, ma ritengo soprattutto come sia necessario focalizzarsi su una tratta specifica che è quella che collega Gaeta con San Vittore e Vasto. Inoltre l’adesione di tutti i Comuni e dei Consorzi Industriali risulta fondamentale per garantire quella compattezza e quella unitarietà d’intenti che possono garantire il raggiungimento del risultato voluto. In questo Unindustria è disponibile a sottoscrivere il protocollo d’intesa proposto nel corso della riunione. Vorrei però evidenziare – continua Papa - che l’eccessiva focalizzazione del progetto sulla possibilità che FCA possa far transitare le auto prodotte presso lo stabilimento di Cassino attraverso il porto di Gaeta potrebbe costituire un punto di debolezza. Infatti mi risulta che FCA ha già avviato questa attività seguendo un’altra strategia, mentre potrebbe essere molto interessante veicolare tutte le aziende dell’indotto nei confronti di questa opportunità. Sicuramente FCA potrebbe costituire l’attrattore ed il catalizzatore di questo progetto per favorire l’accesso di nuove aziende su questo territorio e renderlo più appetibile per gli investitori internazionali. Ad esempio nel corso del convegno si è parlato di un grosso operatore della logistica, ma che tempi ci sono per il suo insediamento? E quali sono i tempi per la realizzazione della tratta ferroviaria Gaeta-Cassino? E per il progetto totale? La variabile tempo è fondamentale per chiunque debba elaborare un progetto di investimento, soprattutto in un contesto in cui noi ci stiamo battendo da anni contro la lentezza delle procedure burocratico-amministrative. Inoltre ritengo che il progetto vada inserito in una progettualità più ampia che riprende il concetto delle autostrade del mare teorizzato dall’Unione Europea e che nel caso specifico riguarderebbe la possibilità di mettere in collegamento gli importanti porti del Mediterraneo a Barcellona e Marsiglia con la Croazia, passando per Vasto. Questo collegamento potrebbe risultare molto utile, ad esempio, per chi produce in Spagna e vende nell’est europeo. Il ragionamento potrebbe valere anche per tutte le merci prodotte dall’indotto che potrebbero utilizzare Gaeta per esportare verso l’Est Europa e viceversa. In aggiunta, questo approccio permetterebbe alle aziende del territorio che attualmente non pensano ad esportare per la lontananza dei porti, di superare questo problema, oltre ad attrarre anche altre attività che potrebbero valutare positivamente l’opportunità di insediarsi in un’area vicina ad un porto per lo smistamento delle proprie merci. Altro elemento molto importante da analizzare è l’impatto sui costi che comporterebbe un’organizzazione logistica che sfrutti maggiormente il trasporto via mare rispetto a quello su gomma. Si è pensato, infatti, a fare una valutazione sui costi che sopportano gli imprenditori per realizzare il trasporto merci su gomma e quanto si potrebbe risparmiare con una diversa organizzazione logistica basata sul ferro e sulla nave? I risparmi derivanti da questo nuovo approccio potrebbero essere molto significativi e spingere molti miei colleghi imprenditori a valutare l’opportunità di investire in quest’area. Inoltre ci sarebbero sicuramente dei benefici sia dal punto di vista dell’aumento della sicurezza sulle strade per la diminuzione degli incidenti e del traffico che ambientale per la riduzione delle emissioni inquinanti. Anche lo Stato e le assicurazioni a quel punto risparmierebbero gli ingenti costi derivanti dalla prevenzione e dalla necessità di intervenire a posteriori a causa di questi fenomeni. Infine, ma non ultima come importanza, l’opportunità che scaturirebbe dal poter contare su un hub dedicato al turismo croceristico, che, con l’attracco dei grandi yacht, potrebbe contare su un potenziale notevole che sarebbe attratto dal patrimonio artistico di natura religiosa presente a Montecassino, nonché dalla possibilità di sfruttare la notevole offerta turistica di Formia e Gaeta. Il porto, inoltre, potrebbe diventare punto di attracco anche per le navi turistiche leggere ed il territorio dovrebbe pensare di creare delle opportunità anche per questi viaggiatori. Per affrontare questo tema in maniera strutturata, tuttavia, ritengo fondamentale analizzare con attenzione le criticità derivanti dalla mancanza di una retroportualità adeguata, visto che al momento mi risulta che esistano delle difficoltà di collegamento tra il porto e l’entroterra e che lo spazio disponibile per eventuali ampliamenti sia molto scarso. Si è parlato nel convegno della necessità di effettuare espropri per realizzare aree attrezzate, ma è stata fatta una valutazione sulla fattibilità, sulla tempistica e sui costi che deriveranno da queste attività? Mi domando inoltre se sia stata fatta una valutazione sulle eventuali difficoltà che dovessero insorgere sulle modalità di realizzazione del collegamento con il nodo ferroviario per garantire l’intermodalità. Mi risulta che a suo tempo siano stati fatti dei tentativi che sono falliti. Bisogna infine effettuare una valutazione molto attenta sulla capacità di pescaggio della darsena, cioè sulla profondità dei fondali, per evitare di avviare iniziative che poi non possono trovare realizzazione, altro motivo per il quale probabilmente conviene orientarsi verso una vocazione “soft” del porto. Su questo risulta quindi fondamentale il coinvolgimento dell’Autorità Portuale – conclude Papa - che da sola, con i suoi progetti, può intervenire e risolvere in maniera strutturata e sistemica le difficoltà che dovessero emergere nel corso della realizzazione del progetto.”

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