Ha preso il via questa mattina presso l’Aula Magna del Rettorato dell'Università Sapienza di Roma l'evento “Rome Technopole: dove il futuro prende forma”, appuntamento organizzato dalla Fondazione Rome Technopole per raccontare gli importanti traguardi raggiunti dall’ecosistema dell’innovazione, finanziato anche dal PNRR giunto quest’anno alla fase finale.
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Due giornate di confronto tra università, imprese e istituzioni per presentare risultati, traiettorie di sviluppo e prospettive future del programma, con un focus su ricerca applicata, trasferimento tecnologico, formazione e impatto sul territorio.
Il convegno si è aperto con i saluti istituzionali di Antonella Polimeni, Presidente della Fondazione Rome Technopole e Rettrice della Sapienza, Giuseppe Biazzo, Presidente di Unindustria e vice Presidente della Fondazione Rome Technopole, Monica Lucarelli, Assessore alle Attività produttive e pari opportunità di Roma Capitale, Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio. Dopo la proiezione di un nuovo video relativo alla sede e infrastruttura di ricerca in corso di realizzazione a Pietralata, si è svolta una tavola rotonda sulle prospettive di sviluppo per il futuro di Rome Technopole, moderata da Stefano Penna direttore scientifico della Fondazione, con la partecipazione di Roberta Angelilli, vice Presidente della Regione Lazio e Assessore allo Sviluppo economico, Paolo Orneli, Sabrina Saccomandi e Maria Sabrina Sarto.
"Rome Technopole è un vero e proprio unicum a livello nazionale, un prezioso ecosistema per la ricerca e per lo sviluppo del capitale umano di alta qualità, un grande esempio di partnership pubblico-privata per il nostro territorio", ha dichiarato il Presidente di Unindustria e vicepresidente di Rome Technopole Giuseppe Biazzo. "Il 2026 è l'anno in cui si esaurirà la spinta del PNRR ed è in questa fase che diventa fondamentale non disperdere gli investimenti fisici, le innovazioni e il valore organizzativo costruiti fino ad oggi. Siamo pronti ad andare oltre il Pnrr continuando a realizzare un approccio virtuoso basato sull'interazione dinamica tra università, centri di ricerca, industria e istituzioni pubbliche. Una sinergia che favorisce lo scambio di conoscenze, l'attrazione dei talenti, la messa in rete di laboratori e competenze, la creazione di nuove imprese e la sviluppo delle filiere produttive regionali di valore internazionale. Crediamo fortemente che un ecosistema così innovativo, come è il Rome Technopole, debba continuare ad essere sostenuto anche dai livelli centrali dello Stato insieme a quello che già stanno mettendo in campo con coraggio e determinazione le Istituzioni regionali e locali, oltre al sistema delle imprese. Siamo molto soddisfatti per il clima di grande collaborazione che abbiamo costruito. Tutti gli stakeholders coinvolti, dalle istituzioni alle associazioni e le parti sociali hanno dimostrato una grande consapevolezza sull'importanza di guardare con uno sguardo comune alla crescita. Possiamo dire che c'è un metodo Lazio sui temi dello sviluppo che ha costruito buone basi negli scorsi mesi e che nel 2026 deve essere ancora più saldo per capitalizzare gli sforzi e mantenere gli impegni".
Domani è previsto l'intervento del delegato Uninudstria per l'Università e la Ricerca, Claudio Arcudi.
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