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Interviste ed Editoriali - 03/10/2019

Così Roma può tornare grande. Intervista al Presidente di Unindustria Filippo Tortoriello su Formiche.net

Come e perché la Città Eterna può diventare un modello metropolitano mondiale. Intervista al presidente delle imprese del Lazio, promotrici di un piano redatto dall'Ambrosetti da inserire in un grande masterplan per il rilancio della Capitale

Per essere la città più bella del mondo, un tempo cuore del più grande e organizzato impero della storia antica, lo è. Ma è anche tra le metropoli più complesse e problematiche. Roma è tanto bella quanto fragile e complicata, ma può avere una chance di rilancio per diventare da qui al 2050 una capitale al passo coi tempi: sostenibile, efficiente, resiliente e soprattutto vivibile. Missione difficile, ma non impossibile. Sono in molti in questi anni ad aver preso a cuore la causa romana, ma non basta. Serve un piano vero, credibile, di ampio respiro, che aggiorni in un trentennio una realtà unica con quasi 3 millenni di storia. Partendo dai grandi cambiamenti globali, a cominciare dal clima per arrivare alla qualità della vita, passando per la capacità di generare ricchezza e lavoro, contribuendo al Pil nazionale. Uno specchio dell’Italia che quando vuole ce la può fare.

Unindustria, con il supporto di European House Ambrosetti, ha messo a punto la metodologia per realizzare il piano strategico (Masterplan) denominato Roma Futura 2030 – 2050 per rilanciare la Città metropolitana e pianificare lo sviluppo di Roma. Con questo masterplan le imprese vogliono dare un contributo per il rilancio della città che da sogno possa diventare realtà. Formiche.net ha sentito il presidente dell’associazione territoriale, Filippo Tortoriello.

 

UNA ROMA NUOVA

“Vivere attualmente una situazione difficile non deve essere visto come un impedimento per progettare, ma, anzi, come la necessità di rilanciare profondamente la città e poter mettere Roma in condizione di diventare una metropoli attrattiva e internazionale. Tutte le grandi città si sono date nel tempo un piano, un masterplan”, spiega Tortoriello. “Sono città che si sono dotate di un piano strategico, di una visione racchiusa in uno slogan riconoscibile e identitario. Basti pensare a Londra che si è candidata a diventare the greatest city on earth, Hong Kong che vuole essere riconosciuta da qui al 2030 come Asia’s world city, oppure a Parigi che con la sua strategia resiliente vuole affermarsi ancora di più come “an icon of life and style worldwide”. Questi piani di sviluppo sono necessari per rispondere alla gerarchia competitiva che classificherà le città nel prossimo futuro. La sfida per Roma è quella di posizionarsi tra le 20 capitali internazionali con dinamiche di sviluppo accelerate evitando di scivolare nella categoria delle migliaia di città locali senza una chiara vocazione per il futuro. La nostra idea è questa: dare una visione e dare un indirizzo a medio lungo termine per rispondere a questa sfida.

 

Le grandi città che svolgeranno un ruolo guida a livello mondiale dovranno coniugare le esigenze di crescita con la capacità di governare i grandi temi della sostenibilità che non sono emergenze, ma grandi complessità. Faccio un esempio, sostenere e promuovere la mobilità sostenibile non significa solamente vietare la circolazione delle auto diesel ad una specifica data, ma inserire quel divieto in un grande progetto di lungo periodo per realizzare infrastrutture elettriche in grado di garantire ricariche a migliaia di macchine, centrali del traffico intelligenti capaci di distribuire i flussi in tempo reale comunicando attraverso le reti 5G. Ma questo discorso vale anche per altre tematiche, come il turismo che rischia di crescere impoverendosi se non governato, il ciclo dei rifiuti che deve essere inserito in una logica più ampia di economia circolare che incida sui consumi, ma anche sul design e la produzione dei beni. Insomma, non si può parlare sempre e solo semplicemente di cassonetti colmi e strade sporche trovando espedienti stagionali, ma alzare lo sguardo senza pregiudizi ideologici, perché una grande città deve interrogarsi maggiormente su come dimensionare e innovare reti e servizi per il prossimo secolo in base a come cambierà il clima e a come crescerà la sua popolazione. Per garantire a Roma ancora un posto tra le grandi capitali internazionali nei prossimi 30 anni, occorre una visione laica, obiettivi ambiziosi, condivisi e misurabili.”

IL RUOLO DELLE IMPRESE

Naturalmente il polmone del rilancio sono le imprese, chiamate al doppio sforzo di investire in un progetto industriale e al contempo sintonizzarsi con le amministrazioni per dare corpo a un dialogo finalmente costruttivo. “Le principali associazioni datoriali della città che abbiamo coinvolto nel percorso di proposta di “Roma Futura: 2030-2050” rappresentano l’80% delle imprese occupate e il 70% del Pil della Città metropolitana di Roma. Ovvio che giochino un ruolo decisivo nell’evoluzione della Città e chiedano un confronto aperto, serio e propositivo. La scelta finale, però, è politica. Da Presidente di Unindustria invece di procedere tipicamente avanzando richieste, ho scelto di di formulare una proposta di metodo di lavoro internazionalmente riconosciuto e possibili assi di trasformazione derivanti dalle vocazioni culturali, storiche e produttive della città. Non abbiamo formulato indirizzi politici e progetti pre-confezionati. Tocca alla politica pianificare il futuro, noi imprese diamo spunti”, chiarisce Tortoriello. “La situazione di Roma richiede di essere propositivi verso la politica ma senza sostituirci ad essa, ma solo stimolandola. Ci deve essere una volontà politica precisa però, altrimenti Roma scivolerà sempre più in basso in in quella gerarchia di cui ho parlato in precedenza”.

 

ROMA COME DAVOS

Tortoriello si spinge a un paragone importante. “Quello che immaginiamo è fare di Roma una Davos (la cittadina svizzera famosa per ospitare ogni anno il Forum economico mondiale, ndr) per le tematiche che le grandi metropoli sono chiamate ad affrontare nel futuro: una grande laboratorio dove riunire esperti, sindaci delle grandi città internazionali, scienziati, urbanisti, sociologici per individuare tutte le soluzioni con cui migliorare la qualità della vita di quel 66% di popolazione mondiale che nel 2050 abiterà nei maggiori centri urbani. Sarebbe un’occasione anche per far emergere l’orgoglio e la qualità del miglior ceto dirigente della nostra Capitale, certamente presente ma in questi ultimi anni forse troppo disincantato.

 

Questo Forum che proponiamo avrebbe un duplice risultato. Da una parte, sarebbe l’occasione migliore per presentare il documento propedeutico per il masterplan, rilanciando così la nostra immagine. Dall’altra parte, si darebbe alla città un nuovo grande appuntamento annuale di rilevanza internazionale: la sede del principale Think Tank sull’evoluzione delle città, in quanto centri principali dello sviluppo dei territori e dell’economia mondiale.

Fonte: https://formiche.net/2019/10/unindustria-ambrosetti-roma-rilancio-imprese-masterplan-roma-capitale-clima-tortoriello/ di Gianluca Zapponini


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