«Da una potenziale crisi industriale le premesse per una grande opportunità di sviluppo per il territorio». Il presidente di Unindustria, Fabio Pagliari, fa il punto della situazione ad un passo dalla fine del 2025. Le tematiche cruciali sul tavolo sono molteplici, ma la transizione energetica è quella che preme di più su Civitavecchia e il suo comprensorio.
Da come la città uscirà dagli accordi per il phase out, si capiranno le prospettive delle piccole e medie imprese che operano nel contesto locale e che attendono da mesi dei feedback concreti sul futuro. «Stiamo aspettando due passaggi che sono fondamentale nelle dinamiche di questa partita – dichiara Pagliari -. La nomina del commissario straordinario per la transizione energetica e il decreto energia.
L’ANALISI
Una volta che saranno definiti questi due step, avremo sicuramente un quadro più chiaro della situazione. Speriamo tutti che questi passaggi possano arrivare entro la fine dell'anno, in modo da iniziare il prossimo con una prospettiva più definita. La figura del commissario sarà decisiva, è colui che avrà il timone per velocizzare i vari iter e dare una fisionomia allo sviluppo industriale. Sappiamo che sono arrivate ben 52 proposte imprenditoriali dopo la manifestazione promossa dal ministero sul phase out. Questi progetti hanno bisogno di essere sviluppati, oltre che vagliati a livello della loro fattibilità. Per avere una prospettiva definita in tal senso, urge il cambio di destinazione d'uso dei terreni, da agricoli a industriali. Soltanto in questo modo Invitalia potrà continuare a valutare i piani di realizzazione presentati nei mesi scorsi». È stato un anno di relazioni costanti con gli attori istituzionali del territorio. Dal Comune, al Porto, dai sindacati ai rappresentanti politici a livello regionale e nazionale.
«Con l'amministrazione comunale di Civitavecchia il dialogo è continuo, ci sono stati diversi incontri negli ultimi mesi – racconta il numero uno di Unindustria Civitavecchia -. Lo stesso però posso dire per gli altri attori protagonisti di questo processo. Penso per esempio alle associazioni sindacali, ai rappresentanti istituzionali, dalla Angelilli, alla Mari, dalla Tidei a Rotelli fino al parlamentare Battilocchio. E poi c'è il Porto, che nella transizione energetica giocherà una partita sicuramente importante. Ho avuto modo di incontrare e conoscere il neo presidente dell'Autorità di sistema portuale, Raffaele Latrofa. C'è una forte disponibilità al dialogo e al confronto, come del resto era accaduto anche durante la gestione Musolino. Latrofa si è dimostrato una persona propositiva e attenta ai processi in corso».
Il 2025 è stato caratterizzato dall'istituzione della ZLS, la Zona Logistica Speciale. «Si tratta di un passaggio che abbiamo fortemente voluto da Unindustria – conclude Pagliari -. Può rappresentare un step epocale per il nostro tessuto imprenditoriale, connesso ad aiuti di stato, sburocratizzazione delle pratiche amministrative e sgravi fiscali per le imprese. Uno tassello decisivo per lo sviluppo. Cosa mi auguro per il 2026? Che venga garantito lavoro per aziende e maestranze. Intanto l'accordo con Enel per la continuità occupazionale è importante. È stato fatto un buon lavoro con Federlazio e Legacoop».
A cura di Pierluigi Cascianelli per Il Messaggero Civitavecchia.