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Comunicato Stampa

A Roma torna il Premio Film Impresa dal 2 al 4 marzo 2026

Presentato oggi il programma della IV edizione. Tra i premiati PIF, Sergio Castellitto, Giuseppe Tornatore, Brunello Cucinelli. Tra le novità di quest’anno Premio alla migliore musica originale, promosso da Caterina Caselli Sugar Publishing


Proiezioni speciali

ANDATA E RITORNO di Roberto Campagna ed Elena De Rosa (Ferrovie dello Stato Italiane), il doc presentato alla Festa del Cinema di Roma, che racconta il viaggio dei pendolari come metafora di vita e mobilità nel Paese

NUVOLA di Francesca Molteni, docufilm che esplora la sede del Gruppo Lavazza e il suo rapporto con la città di Torino, realizzato in occasione del 130° anniversario dell’azienda

 

Roma, 3 febbraio 2026

Dal 2 al 4 marzo 2026 il Cinema Quattro Fontane di Roma ospiterà la IV edizione di Premio Film Impresa, il progetto ideato e organizzato da Unindustria, con il supporto di Confindustria, dedicato al racconto audiovisivo dell’impresa e del lavoro attraverso il linguaggio del cinema.

Il programma dell’edizione 2026 è stato presentato oggi nel corso della conferenza stampa di lancio, alla presenza del Presidente del Premio Giampaolo Letta, del Direttore Artistico Mario Sesti, del Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, del Presidente di Giuria Sergio Castellitto e di Lidia Cudemo, project leader di UNI.verso PFI. Per il comitato scientifico di PFI sono intervenuti anche fra i golden partner Alberto Tripi (Presidente di Almaviva) e Maria Raffaella Caprioglio (Presidente di Umana); presenti inoltre Edison e UniCredit, che completano il gruppo dei golden partner dell’edizione 2026 e gli event partner Ferrovie dello Stato Italiane e il Gruppo Lavazza.

Numerose le novità annunciate per quest’anno, a partire dall’istituzione di un Premio alla migliore musica originale, promosso da Caterina Caselli e Sugar Publishing, che amplia ulteriormente lo sguardo del Premio sul rapporto tra cinema, suono e linguaggi contemporanei.

Tra i protagonisti della prossima edizione figurano PIF, a cui verrà consegnato il Premio Ermanno Olmi 2026; Giuseppe Tornatore, che riceverà il Premio Speciale alla Creatività come alfiere del Made in Italy per il film Brunello, il visionario garbato, assieme a Brunello Cucinelli che invece riceverà il Premio Speciale per il Made in Italy all’estero; e Sergio Castellitto, che oltre a presiedere la giuria sarà insignito del Premio Speciale alla Carriera.

Con oltre 200 opere candidate, PFI si conferma come un osservatorio privilegiato sul cinema d’impresa italiano. Il concorso è articolato in tre aree principali – Narrativa, Documentaria e II&S – Innovation, Image & Sound – affiancate da sezioni speciali e programmi fuori concorso, restituendo un panorama ampio e articolato dei linguaggi con cui oggi le imprese scelgono di raccontarsi.

 

Alla IV edizione, Premio Film Impresa, assiste ad una proposta  di racconto, testimonianza, presa diretta, da parte delle imprese, che disegna un orizzonte sempre più ampio e ricco: dalla manifattura storica  alla società sportiva, dalla cantieristica alla componentistica industriale, dal turismo al design, non c’è azienda che non senta il bisogno di raccontarsi in modo non convenzionale: ed è proprio il cinema, ancora una volta, ad offrire la più ricca library di stile e storie”  sottolinea Mario Sesti, direttore artistico del Premio.

 

Nell’Area Documentaria (a cura di UniCredit), i film selezionati raccontano storie di impresa, comunità e responsabilità sociale attraverso punti di vista diversi ma complementari. Si va dal racconto dei cantieri e dei costruttori che stanno trasformando la Capitale in #IncantiereperRoma di Alessandro Giovanni Ciuffardi, realizzato per ANCE Roma – ACER, all’impegno nel diritto alla salute e nella prevenzione portato avanti da DiagnostiCare Onlus in Aiutarsi prevenendo di Alberto Di Pasquale. Il rapporto tra informazione scientifica, cura e vita quotidiana è al centro di Angioedema Real Life – Diario di bordo, direzione Itaca di Ruggero Rollini, serie prodotta per Takeda, mentre Food Farm 4.0 di Alessandro Lucente, per Food Farm ScpA, racconta un modello educativo che unisce scuola, imprese e filiera agroalimentare come esperienza di formazione e crescita. “Il cinema della realtà, che ha visto moltiplicare i propri spazi sia nelle sale che nelle homepage delle piattaforme, è uno strumento particolarmente duttile ed efficace per tutte le imprese che innanzitutto desiderino registrare set, azione e operatività del proprio lavoro: spesso coinvolgendo direttamente i propri lavoratori dal vivo”, aggiunge Mario Sesti.

 

Lo sguardo si sposta poi sul lavoro sociale e cooperativo con Generazioni in crescita. 40 anni con “Lavoriamo Insieme” di Ruggiero Torre, dedicato alla cooperativa Lavoriamo Insieme ETS, e sulla memoria industriale con Il sogno di Carlo di Matteo Bellizzi, realizzato per la Fondazione Marazzato. Le professioni della comunicazione e il loro ruolo nello sviluppo del Paese sono al centro di La Proiezione di Giovanni Bedeschi e Massimo Tafi, prodotto per Confindustria Intellect, mentre Le Vie del Basilico di Alessandro Lucente, per Barilla Group, attraversa la filiera agricola come racconto di territorio, competenze e responsabilità. “Premio Film Impresa, in questi 4 anni, ha aiutato a far uscire allo scoperto, fuori dal cono buio in cui la comunicazione spesso colloca quest’area, quanto le imprese abbiamo fatto propria l’etica di sensibilità nei confronti dell’ambiente, delle aree di fragilità sociale, delle problematiche relative alla sicurezza sul lavoro”, sostiene il Direttore Artistico.

 

Il lavoro manifatturiero e industriale viene raccontato attraverso le esperienze dei più giovani in Mattia fa le scatole – Storie di giovani in fabbrica di Piero De Vecchi e Matteo Fiorini, per ENIP-GCT, e attraverso la storia di un marchio simbolo dell’artigianalità italiana in Non ci vuole un pennello grande… di Graziano Menegazzo, realizzato per Pennelli Cinghiale. Completano il panorama Rosetti Marino | 100 Years Young di Giovanni Pitscheider, che ripercorre un secolo di storia industriale dell’azienda Rosetti Marino; Sculpting The City di Giorgio Ferrero, prodotto per ACPV Architects – Antonio Citterio Patricia Viel, che osserva il progetto architettonico come costruzione di una visione urbana globale; e Storia di una leggenda. Pininfarina di Flavia Triggiani e Marina Loi, biografia industriale che intreccia la storia del marchio Pininfarina con quella del Paese.

 

L’Area Narrativa (a cura di Umana) raccoglie cortometraggi e racconti di finzione che mettono al centro persone, lavoro e comunità, utilizzando linguaggi diversi per affrontare temi sociali, industriali e culturali. L’innovazione scientifica diventa racconto cinematografico in Eureka! Storia di una invenzione impossibile di Damiano Realini, realizzato per IBSA Institut Biochimique SA, che segue lo sviluppo di un farmaco come viaggio tra scienza, idee e immaginazione. Il rapporto tra responsabilità, memoria e destino è invece al centro di Giuro di Antonio Palumbo, prodotto per INAIL, ambientato in un ospedale e costruito attorno a una promessa che attraversa il tempo.

 

Il lavoro come incontro tra generazioni è raccontato in Il primo giorno – Generazione Talento di Daniele Barbiero, realizzato per ELIS e Poste Italiane, mentre la dimensione cooperativa e il legame con il territorio emergono in Il viaggio è appena iniziato di Riccardo Calamandrei, prodotto per la Cooperativa Trasporti di Riolo Terme, che celebra ottant’anni di storia attraverso un racconto corale. Il dialogo tra passato industriale e futuro urbano è al centro di La nostra via della seta di Piergiorgio Crincoli, realizzato per Confindustria Ascoli Piceno, che intreccia memoria manifatturiera e rigenerazione contemporanea.

 

Con un registro ironico e frammentato, Mario in tHERApia – Ipnosi e Mario in tHERApia – La sindrome dell’abbandono di Alessio Lauria, prodotti per Hera, affrontano temi legati alla cura e al rispetto dello spazio pubblico, mentre Pane Amore e Libertà di Rovero Impiglia e Giacomo Cagnetti, realizzato per Magazzini Gabrielli, porta sullo schermo il tema della violenza economica attraverso lo sguardo dei bambini. La tradizione incontra la consulenza d’impresa in Pulcinella inventa la Pizza di Stefan Stechel, prodotto per Amber Consulting, che rilegge in chiave narrativa la nascita di un’icona italiana.

 

Chiudono il panorama Punti nascosti di Beatrice Baldacci, realizzato per Giffoni Innovation Hub, che racconta un incontro intergenerazionale come occasione di rinascita e consapevolezza; Vista Hotel di Damiano Giacomelli, prodotto per Interno Marche, che osserva l’ospitalità come racconto intimo degli spazi e delle relazioni; e Volvo Trucks VLEx – Trasforma la tua passione di Andrea Viotti, realizzato per Volvo Trucks Italia, che mette in scena il lavoro tecnico e la formazione come percorso di crescita professionale. “Forse il segno più forte della selezione di quest’anno è la crescita e la vivacità dell’area narrativa che vede anche incursioni nella ricostruzione storica in costume, nella situation comedy seriale, affrontando un paesaggio tematico senza limiti: dall’importanza della corretta raccolta dei rifiuti, alla discriminazione di genere, dalla messa in scena surreale della vita di chi ha come professione l’ospitalità al road movie, dalla tradizionale storia famigliare dell’impresa di lunga data – forse il genere più tradizionale del film d’impresa -  ad un rovesciamento del cannocchiale che prende in considerazione la scoperta dell’impresa da parte delle prime assunzioni e anche la difficoltà dei giovani a trovare il loro posto nel mondo a causa di una frattura storica tra desiderio e lavoro”, rivela Mario Sesti.

 

Accanto al concorso, la sezione PFI Explore – Fuori Concorso amplia ulteriormente lo sguardo del Premio, esplorando linguaggi, formati e registri narrativi differenti. “Nel corso del tempo, PFI Explore, si è dimostrato un contenitore-cantiere molto interessante per tracciare sia la crescita in formazione dell’esperienze più giovani, sia per dare visibilità a prodotti che ritenevamo possedessero tratti o aspetti o segni caratteristici di originalità e vitalità degni di essere segnalati”, conclude il Direttore Artistico.

 Il valore dell’educazione e dell’empatia è al centro di Ali di Claudia Genolini, realizzato per Federmeccanica, favola contemporanea ambientata in un contesto scolastico, mentre COSPLAI di Anna Coccoli, vincitore del Contest UniCredit e realizzato in collaborazione con Anica Academy ETS, racconta la rinascita artigianale attraverso l’incontro tra generazioni, creatività e identità.

Il racconto dell’energia come forza collettiva attraversa Enel. L’energia delle emozioni di Igor Borghi, prodotto per Enel Italia, che mette al centro le storie delle persone comuni, mentre Harness the Horizon di Stefano Chiesa, realizzato per Talarico Cravatte Roma, traduce l’idea di viaggio, libertà e stile in una narrazione visiva essenziale. La memoria industriale e infrastrutturale diventa protagonista in I nostri primi 120 anni di Emanuele Del Greco, prodotto per il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, e in La libertà è movimento di Igor Borghi, realizzato per Autostrade per l’Italia, che intreccia il racconto della mobilità con quello dello sviluppo economico e sociale del Paese.

Uno sguardo più intimo e contemporaneo emerge in Tanti auguri di Samuel Di Marzo, prodotto per Olidata, che affronta il tema della solitudine e dell’intelligenza artificiale, mentre Titanus 1904 di Giuseppe Rossi, realizzato per Titanus, ripercorre oltre un secolo di storia del più antico studio cinematografico italiano, intrecciando memoria industriale e storia del cinema. Il rapporto tra creatività, tempo e malattia è al centro di Tutto il tempo del mondo di Daniele Barbiero, prodotto per Takeda, che unisce racconto on the road e divulgazione, mentre Un’altra vita di Costanza Cavallo, realizzato per l’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia, utilizza il registro surreale per promuovere una riflessione su salute, consapevolezza e cambiamento degli stili di vita.

 

Il Premio Film Impresa è diventato negli anni un luogo di incontro reale tra cinema, industria e società”, dichiara Giampaolo Letta, presidente del Premio. “Un progetto che continua a crescere e che dimostra come il racconto audiovisivo possa essere uno strumento culturale capace di restituire il senso, il valore e la complessità del fare impresa oggi”.

 

“Il Premio Film Impresa, ideato e coordinato da Unindustria, nasce e cresce in un contesto industriale molto chiaro: oggi il cinema e l’audiovisivo sono una vera filiera produttiva strategica per il Paese. In Italia il comparto genera oltre 4,6 miliardi di euro di valore, ma è il Lazio a rappresentarne il baricentro industriale, concentrando circa il 60% del valore aggiunto nazionale, pari a quasi 2 miliardi di euro.

 

La nostra regione conta oltre 2mila e 600 imprese del settore audiovisivo e quasi 15 mila addetti, con una leadership netta lungo tutta la filiera: produzione, post-produzione e distribuzione. In particolare, il Lazio ospita quasi la metà degli occupati italiani nella produzione cinematografica, oltre il 48% nella post-produzione e più di due terzi nella distribuzione. Roma non è soltanto un grande set naturale, ma una piattaforma industriale avanzata dell’audiovisivo italiano. In questo scenario, il Premio Film Impresa rappresenta uno strumento culturale e industriale insieme. Racconta l’impresa, il lavoro e l’innovazione attraverso il linguaggio dell’audiovisivo, valorizzando un settore che crea occupazione qualificata, attrazione di investimenti e competitività internazionale. Per Unindustria sostenere Film Impresa significa investire in una politica industriale moderna, capace di unire economia, cultura e territorio, e di rafforzare il ruolo del Lazio come capitale nazionale dell’audiovisivo”. Ha dichiarato Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria.

 

“Abbiamo da subito aderito a questo progetto, oggi alla quarta edizione, perché riteniamo importante raccontare e far conoscere l’imprenditoria italiana, il suo genio, le sue capacità, la sua diversità. Attraverso queste storie valorizziamo il nostro magnifico Paese” commenta Roberto Fiorini, Regional Manager Centro Italia di UniCredit. “Il nostro scopo è fornire alle comunità le leve per il progresso, essere vicini alle nostre imprese agendo come motori di crescita e aiutandole a realizzare il loro potenziale. Il supporto a questa iniziativa va esattamente in questa direzione, valorizzando le loro storie con il mezzo più potente che c’è: il cinema”.

 

Nel corso della conferenza è stato annunciato il Premio speciale Unindustria alla maison francese Hermès e al regista Frédéric Laffont per l’attività di mecenatismo culturale che stanno diffondendo per il recupero dell’arte e della cultura italiana attraverso il progetto “Grand tour degli affreschi”.


Accanto alle proiezioni, Premio Film Impresa rafforza il proprio ruolo di piattaforma di confronto attraverso un fitto calendario di incontri e momenti di dialogo. Lunedì 2 marzo, infatti, prende il via UNI.verso PFI (“Crescere – Includere – Comunicare”), spazio di networking e relazione tra imprese, istituzioni e audiovisivo, coordinato da Lidia Cudemo, project leader del progetto di cui è ideatore il Team PFI2026 e realizzato in collaborazione con Anica Academy ETS, che contribuisce al programma formativo e ai momenti di confronto con professionisti del settore.

 

La manifestazione si chiuderà mercoledì 4 marzo con la cerimonia di premiazione, condotta da Paola Saluzzi, che assegnerà i riconoscimenti alle opere vincitrici e ai premi speciali dell’edizione 2026.

 

Si ringraziano gli sponsor tecnici che hanno creduto nel Premio Film Impresa sin dalla sua istituzione: Ega Worldwide, D-Hub Studios, Spencer&Lewis, Tecnoconference Europe.

 


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