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Interviste ed Editoriali - 27/02/2026

Film Impresa al via, Giampaolo Letta: "Dei film in concorso mi colpiscono le emozioni, c'è il racconto vero della quotidianità, casa e bottega"

Su Sette, settimanale del venerdì del Corriere della Sera, il Presidente del Premio Film Impresa svela la complessità di raccogliere in video il cuore di un'azienda

 

Si è arrivati alla quarta edizione di Premio Film Impresa: «Un progetto che continua a crescere e che dimostra come il racconto audiovisivo possa essere uno strumento culturale capace di restituire il senso, il valore e la complessità del fare impresa oggi» commenta Giampaolo Letta, Presidente del Premio che quest’anno si svolgerà dal 2 al 4 marzo, al Cinema Quattro Fontane di Roma, manifestazione ideata e organizzata da Unindustria con il supporto di Confindustria.

 

Giampaolo Letta, dirigente d’azienda e produttore cinematografico italiano, vicepresidente e amministratore delegato di Medusa Film dal 2004, ha dato vita a questo progetto. Come nasce l’idea, dottor Giampaolo Letta?

«L’ispirazione nasce grazie al film Il Mago di Esselunga – Un racconto di Giuseppe Tornatore che premiammo il primo anno: quel lavoro è una summa di ciò che vuol essere Film Impresa. Caprotti volle realizzare il film e poi ne fece 10 mila copie in VHS da regalare ai propri dipendenti. Lo vidi e capii che era l’essenza del nostro premio: la modalità di raccontare la propria azienda, qual è la filosofia che ci sta dietro. Ricordo la scena della famiglia Caprotti che entra al supermercato e spiega come nascono i prodotti in ogni reparto».

 

E da lì ha capito che poteva diventare un’avventura per nulla noiosa ma carica di contenuti interessanti, perfino emotivi, senza assomigliare a spottoni. «Esattamente, nulla a che vedere con operazioni di marketing o prodotti commerciali. Qualche anno fa – considerato che coordino un gruppo di lavoro che si occupa di audiovisivo e grandi eventi – abbiamo notato che tante imprese, piccole e grandi, realizzano veri e propri film, con una narrativa anche innovativa, raccontando loro stessi, la visione dell’imprenditore, la vita quotidiana in azienda, il rapporto con il territorio. Un caleidoscopio di tematiche».

 

Tutto ciò però, spesso, non è noto al grande pubblico. «È vero, le imprese realizzano questi contenuti che restano confinati al loro interno, tuttalpiù visti nelle convention o nelle riunioni con clienti e fornitori e non hanno possibilità di essere visti all’ esterno. Confindustria ha sempre spinto l’idea di comunicare meglio i valori dell’impresa. Nella narrazione ci sono categorie come i banchieri e gli imprenditori, dipinti troppo spesso come evasori e inquinatori. In realtà invece il tessuto economico taliano è fatto di imprenditori onesti, che fanno impresa».

 

Quindi dall’esigenza di ideare modi nuovi di comunicare i valori dell’impresa è nato il PFI. «Sì, una rassegna, un piccolo festival dove in questa tre giorni vengono proiettate le opere selezionate dal direttore artistico Mario Sesti, intervallati da giorni di panel su varie tematiche. E tutto culmina con la premiazione finale».

 

Presidente Sergio Castellitto. «Che oltre a presiedere la giuria, sarà insignito del Premio Speciale alla Carriera. Perché l’ho scelto? Cerchiamo eccellenze, artisti legati al mondo dell’audiovisivo. E lui ha un’esperienza a 360 gradi. Ogni anno cambiano. Abbiamo cominciato con Paolo Genovese, poi Gabriele Salvatores, e Caterina Caselli». Premio speciale Ermanno Olmi 2026 a Pif. Ci spieghi «Premio Ermanno Olmi perché lui è stato il prima regista a pensare a film dedicati alle Imprese e ora che non c’è più abbiamo pensato di dedicargli un premio con il suo nome. Quest’anno lo abbiamo dato a Pif perché è un videomaker, scrittore, giornalista meritevole che nella sua attività ha dato spazio a tantissime tematiche del lavoro». Altri due premi super speciali. «A Giuseppe Tornatore – che ha firmato Brunello – Il visionario garbato sulla vita e la filosofia dello stilista e imprenditore Brunello Cucinelli – va il Premio Speciale alla Creatività come alfiere del Made in Italy; mentre a Cucinelli andrà il Premio Speciale per il Made in Italy all’estero».

 

Ogni anno arrivano sempre più film da selezionare. «Sì è vero, sono arrivate più di 200 candidature. Quest’anno abbiamo chiesto film della durata massima di 20 minuti e saranno divisi nella sezione narrativa, quella dedicata ai documentari e quella che chiamiamo innovation, image and sound, guardando con interesse al settore dei film d’animazione. Da quest’anno si aggiunge la miglior musica originale, un’idea suggeritaci da Caterina Caselli. Dal 2 al 4 marzo verranno proiettati i 46 film in concorso e i 10 fuori concorso».

 

In questi anni vedendo questi film sulle imprese da che cosa è stato colpito? «Dalle emozioni. Perché sì, si racconta l’impresa ma con molti tratti emozionanti. Nelle storie, forse soprattutto delle piccole imprese, c’è il racconto della vita quotidiana in azienda, di casa e bottega. Molti imprenditori vivono di fianco al capannone e c’è una simbiosi coi collaboratori, con cui si mangia sempre insieme, si condivide molto come una famiglia allargata. In ognuno di questi film c’è una particolarità. Non devono vendere un prodotto, ma raccontare pezzi della loro vita». Un’opera che le è rimasta impressa? «Due anni fa premiammo Renzo Rosso che fece realizzare una piccola web series sulla catena della filiera del lusso, sui fornitori, tutti artigiani, dei grandi marchi di moda: il conciatore della pelle, quello che tinge i tessuti, quello che fa le fibbie. Otto puntate molto belle e lo premiammo anche per la sua attività di crescita nel settore della moda. Poi tanti film spettacolari, per esempio sulle Frecce Tricolori. E poi quelli sulla Polizia di Stato e la Capitaneria di Porto». I film 2026 si potranno vedere? «Sì saranno disponibili sulla piattaforma in diretta streaming, www.filmimpresa.it».

 

Estratto dall'intervista a cura di Maria Volpe per Sette - Corriere della Sera

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