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Adnkronos Ultim'ora - 23/03/2026 19:14:00

Come sarà la nuova Tim dentro Poste? Cosa sappiamo, tra opportunità e rischi

(Adnkronos) - Da Tim a una ‘nuova Telecom Italia’. Che troverà spazio dentro Poste. L’offerta pubblica di acquisto e scambio annunciata dal gruppo guidato da Matteo Del Fante non è solo un’operazione di mercato, che vede il primo azionista con il 27% del capitale muovere sul resto dell’azienda ma è, per l’economia e per la finanza italiane, anche un cerchio che si chiude, dalla privatizzazione più discussa della storia a una rinazionalizzazione in chiave contemporanea che crea un colosso capace di tenere insieme, sotto il controllo pubblico, tlc, servizi postali e servizi finanziari. Con una dimensione che è, insieme, una grande opportunità e un rischio potenziale.  L’italianità di Tim è stata a lungo un argomento su cui la politica si è confrontata, e divisa, soprattutto quando le mire di Vivendi e di Vincent Bolloré, e prima ancora quelle della spagnola Telefonica, sono sembrate più vicine a concretizzarsi nell’acquisizione della società. Per diversi anni Tim ha avuto l’ambizione di diventare una public company vera, pur rimanendo sempre troppo fragile, ma ha sempre vissuto aspre contese tra azionisti, cordate e manager che hanno animato la cronaca finanziaria, da una parte, e alimentato, dall’altra, uno stato di incertezza che sicuramente non ha fatto bene alla creazione di valore. Per troppo tempo ostaggio del tema della rete, che nel 2024 viene scorporata e venduta al fondo Usa Kkr, la società ha dovuto anche gestire un difficile equilibrio fra debito troppo alto e l’evoluzione di un mercato delle tlc che ha progressivamente ridotto i margini per gli operatori. Come sarà, a questo punto, la nuova Tim dentro Poste? Le prime indicazioni sono arrivate proprio da Del Fante. E alcuni paletti sono stati messi. Tim "rimarrà un brand stand alone" e "manterrà la sua organizzazione". E questa potrebbe essere una scelta utile a limitare le incognite legate alla complessità della gestione. Sul piano politico, l’assicurazione che "non c'è alcun coinvolgimento del governo" va contestualizzata, nel senso che è chiaramente un’operazione voluta e sostenuta da Palazzo Chigi e Tesoro perché non potrebbe essere altrimenti, ma serve a indirizzare analisti e mercato a considerarla non un’operazione di potere ma un’operazione industriale. Con quali presupposti? Del Fante prova a tracciare un percorso. Rivendica "una chiara visione strategica" e fissa il target nella “creazione di un fornitore di servizi di infrastrutture critiche per la pubblica amministrazione e le imprese, promuovendo la sovranità del cloud e la riservatezza dei dati, valorizzando al contempo il potenziale dell’evoluzione digitale dell’economia italiana". Obiettivi ambiziosi che avranno bisogno di decisioni manageriali coerenti. Certo, l’assetto azionario a questo punto ‘blindato’ può portare quella stabilità indispensabile per lavorare nella direzione indicata. Il resto dovrà farlo un mix di continuità con l'ultima parte del percorso fatto all'esterno, quella firmata dall'Ad Pietro Labriola, e di discontinuità rispetto alla continua bagarre interna. (Di Fabio Insenga)

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