Secondo quanto emerge dal rapporto, il conflitto in Iran e la minaccia allo Stretto di Hormuz hanno innescato una rapida contrazione dei flussi energetici globali. I dati riportati indicano un aumento del Brent oltre i 110 dollari al barile (+55%) e un raddoppio del prezzo del gas europeo TTF (+91,7%), delineando uno shock più persistente rispetto a quello registrato nel 2022.
L'analisi evidenzia come l’Italia sia esposta a queste dinamiche a causa di una dipendenza energetica dall’estero superiore al 70%. Il documento rileva che, nonostante la diversificazione delle rotte e l'aumento del GNL, il sistema nazionale subisce una trasmissione immediata dei rincari, con effetti diretti sul prezzo dell'elettricità (PUN) e sui costi dei carburanti, che a marzo 2026 hanno registrato incrementi fino al 20%.
Il rapporto conclude indicando nell'espansione delle fonti rinnovabili il principale fattore strutturale per ridurre la vulnerabilità del Paese. L'incremento della produzione interna viene identificato come lo strumento necessario per attenuare la dipendenza dalle importazioni e stabilizzare i prezzi dell'energia nel lungo periodo.