Aprile si apre sotto il segno dell’incertezza a causa dello scoppio del conflitto in Iran, che ha bruscamente riacceso i mercati energetici. La riduzione dei traffici nello Stretto di Hormuz ha spinto le quotazioni di petrolio e gas verso livelli elevati, interrompendo la fase di relativa stabilità precedente. In questo scenario, l’Italia conferma il primato del prezzo dell’energia elettrica più elevato tra i principali mercati europei.
L'indice CER dei prezzi dei beni energetici (IPBE) ha registrato un balzo di quasi il 50% su base mensile, trainato dai rincari generalizzati di tutte le materie prime, con la sola eccezione del gas naturale americano. Il mercato petrolifero ha visto il Brent attestarsi a una media di 99,4 $/b (+43,2% mensile), con picchi ancora più accentuati per i benchmark legati al Golfo Persico come il Dubai.
Sul fronte del gas, il TTF europeo ha superato i 52 €/MWh, scontando una vulnerabilità accresciuta dai bassi livelli di stoccaggio e dalla forte concorrenza asiatica per il GNL. Anche l'elettricità in Italia è cresciuta in scia ai combustibili fossili, attestandosi a una media di 143,7 €/MWh. In controtendenza si muove invece il mercato della CO2, che registra una flessione mensile del 6,6%, portandosi a 68,7 euro/tCO2eq.