Il quadro economico globale di inizio 2026 è caratterizzato da andamenti divergenti tra le principali aree geografiche. Nel primo trimestre dell'anno, la crescita del Pil ha mostrato un'accelerazione negli Stati Uniti (+2,7%), a fronte di una decelerazione nell'Area euro (+0,8%). Anche la produzione industriale riflette questo dualismo: a febbraio si registra un incremento in US, Giappone e Cina, mentre l'Area euro segna un decremento dello 0,6%.
Sul fronte dei prezzi, l'inflazione risulta in aumento a marzo in quasi tutte le economie avanzate, con gli Stati Uniti al +3,3% e l'Area euro al +2,6%. Particolare tensione si osserva nel comparto delle materie prime: a fine aprile, le quotazioni del petrolio (Brent a 110 dollari al barile) risultano in crescita del 70% su base annua, mentre il gas naturale (TTF a 44 €/MWh) segna un +36% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Per quanto riguarda i mercati finanziari, i tassi di policy delle principali banche centrali sono rimasti invariati ad aprile. Tuttavia, a marzo si sono registrati diffusi aumenti nei rendimenti dei titoli di stato a lungo termine, con il tasso decennale italiano che ha toccato il 3,73%. Gli indici di fiducia Markit Composite rimangono comunque in territorio di espansione per tutte le principali aree monitorate.