Per garantire la continuità del meccanismo Conto Termico 3.0, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha rimodulato la ripartizione del limite di spesa annua cumulata tra pubbliche amministrazioni e soggetti privati.
Con il decreto direttoriale n. 72 del 10 aprile 2026, il Mase ha aumentato di 50 milioni di euro, limitatamente al 2026, il limite di spesa annua destinato alle pubbliche amministrazioni. Tale limite era inizialmente pari a 400 milioni di euro, diverso da quello inizialemente previsto per i soggetti privati, pari a 500 milioni di euro.
Poiché la rimodulazione non modifica il tetto complessivo di 900 milioni di euro annui fissato dal Dm 7 agosto 2025, che resta invariato, la nuova ripartizione dei limiti di spesa prevede ora sia 450 milioni di euro per le pubbliche amministrazioni sia 450 milioni di euro per i soggetti privati.
L’intervento normativo, insieme alla temporanea sospensione e alla successiva riattivazione del Portale da parte del GSE a partire dal 13 aprile, si è reso necessario a seguito dell’elevato numero di istanze presentate dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina e della loro distribuzione tra le diverse categorie di beneficiari.