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News - 21/05/2026

Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare – Presentazione 8° Rapporto sull’Economia Circolare in Italia

Il Rapporto 2026 conferma la leadership italiana nell’economia circolare, evidenziando al contempo la necessità di ridurre la dipendenza dall’estero per l'importazione di materiali

Lo scorso 14 maggio, durante la Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare, promossa dal Circular Economy Network in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e con ENEA, è stato presentato l’8° Rapporto sull’Economia Circolare in Italia (2026).

Nel corso della conferenza, alla quale ha partecipato anche la Vice Presidente per la Transizione Ambientale e gli Obiettivi ESG di Confindustria, Lara Ponti, sono stati illustrati i principali risultati del Rapporto, che confermano il posizionamento dell’Italia tra i Paesi europei più avanzati in termini di circolarità, ma evidenziano al contempo alcune criticità strutturali legate alla forte dipendenza dall’importazione di materiali. In particolare, il 46,6% delle materie prime trasformate proviene dall’estero, a fronte di una media UE del 22,4%. Nel 2025, la spesa per le importazioni di materiali ha sfiorato i 600 miliardi di euro, con un aumento del 23,3% rispetto al 2021, pur a fronte di volumi complessivi in calo.

Il Rapporto evidenzia inoltre che, nel 2024, il tasso di utilizzo circolare di materia in Italia ha raggiunto il 21,6%, il valore più alto in Europa, rispetto a una media UE del 12,2%. Anche il tasso di riciclo sul totale dei rifiuti gestiti, urbani e speciali, risulta particolarmente elevato: l’Italia ricicla l’85,6% dei rifiuti gestiti, pari a 137 milioni di tonnellate su 160, più del doppio della media UE, pari al 41,2%. L’Italia si conferma inoltre leader tra le grandi economie europee per produttività delle risorse, generando 4,7 euro di PIL per ogni chilogrammo di risorse consumate, a fronte di una media UE di 3 euro/kg.

Tuttavia, accanto a tali risultati, il Rapporto segnala alcune criticità, tra cui la forte dipendenza dall’importazione di materie prime strategiche, la debolezza di alcuni mercati delle materie prime seconde e il rallentamento degli investimenti privati nelle attività tipiche dell’economia circolare. In tale contesto, viene evidenziata la necessità di integrare stabilmente la circolarità nelle strategie industriali nazionali.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al futuro Circular Economy Act, previsto per la fine dell’anno, rispetto al quale il Circular Economy Network ha formulato dieci proposte per accelerare la transizione circolare. Tra queste rientrano la creazione di un mercato unico delle materie prime seconde, il rafforzamento del recupero dei rifiuti elettronici e delle materie critiche, la progettazione di prodotti più durevoli, riparabili e riciclabili, l’estensione della responsabilità dei produttori a tutte le filiere, l’introduzione di incentivi fiscali per riparazione, riuso e ricondizionamento, l’utilizzo degli appalti pubblici per sostenere i mercati circolari, la promozione di alleanze industriali tra produzione e riciclo, il rafforzamento del ruolo di città e regioni nella transizione, la mobilitazione di investimenti pubblici e privati per l’economia circolare, nonché la promozione di standard comuni e cooperazione internazionale per filiere circolari competitive e sostenibili.

Tutti i dettagli sull’evento e i documenti presentati sono disponibili e scaricabili al seguente link.

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