Il 30 aprile 2026 Confindustria e il Ministero dell’Interno hanno sottoscritto il nuovo Protocollo di Legalità, siglato per la prima volta nel 2010, con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione istituzionale contro le infiltrazioni criminali nell'economia e a tutela delle imprese sane e della libera concorrenza.
L’intesa conferma l’estensione a determinate tipologie di contratti tra imprese private dei presidi di legalità che la legge impone per i rapporti tra imprese e pubbliche amministrazioni (PA).
Infatti, le imprese che volontariamente decidono di aderire al Protocollo si sottopongono alle verifiche antimafia e richiedono il rispetto dello stesso impegno anche ai propri fornitori in occasione della stipula di contratti che superino determinate soglie economiche.
In questo quadro, il nuovo testo introduce alcune semplificazioni rispetto al precedente, per favorirne la diffusione, in parte limitata dalle difficoltà che le imprese hanno incontrato a causa dei lunghi tempi di rilascio della documentazione antimafia.
Il Ministero dell’Interno, accogliendo le osservazioni di Confindustria, ha proposto una revisione generale del Protocollo, per introdurre misure sostenibili dalle imprese e dalle Prefetture chiamate a svolgere i controlli antimafia, nonché per valorizzare ulteriormente i comportamenti virtuosi delle imprese aderenti.
In quest’ottica, il nuovo Protocollo prevede l’applicazione della sola comunicazione antimafia, sia per le imprese aderenti (prima era richiesta l’informazione antimafia più articolata in termini procedurali) che per i loro fornitori per quei contratti che superino i 50 mila euro di valore.
Inoltre, al momento dell’adesione, le imprese dovranno dichiarare il possesso di specifici requisiti di legalità, quali il rispetto: delle prescrizioni normative in materia di pagamento delle retribuzioni, dei contributi previdenziali e assicurativi, delle ritenute fiscali; della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e della tutela dell’ambiente.
Con questa iniziativa viene ribadita la volontà di tutto il Sistema - Confindustria, Associazioni e imprese - di assumere e mantenere un ruolo attivo per promuovere comportamenti etici, trasparenti e ispirati ai migliori standard normativi.
Le imprese aderenti potranno così proteggere la propria attività selezionando i fornitori, ottenere un punteggio aggiuntivo nella richiesta del rating di legalità rilasciato dall’AGCM, nonché orientarsi verso modelli organizzativi più evoluti che favoriscono l’integrazione tra governance, strategia e sostenibilità, elementi chiave per accrescere la propria competitività.
L'ufficio Monitaraggio attività Enti Locali e Confindustria è a disposizione per tutte le informazioni e chiarimenti.