Il mese di maggio 2026 mostra un iniziale assorbimento dello shock in Iran grazie ai primi segnali concreti di negoziato per l'Accordo di pace con gli Stati Uniti, favorendo una revisione al ribasso delle quotazioni petrolifere a fine mese (WTI a 91,2 $/b e Brent a 92,0 $/b). Tuttavia, la media mensile dell'indice CER dei prezzi dei beni energetici (IPBE) sale dell'1% congiunturale (attestandosi a 188) e del 46% su base tendenziale, trainata dalla componente petrolifera a causa della persistente crisi in Medio Oriente. Sul fronte dei fondamentali, le scorte commerciali USA calano del 3,9%, la produzione globale è stimata in contrazione di 3,6 milioni di b/g nel 2026, e l'OPEC plus approva un aumento delle quote di 188 mila b/g da luglio, nonostante il crollo effettivo dell'output dell'aggregato dovuto ai tagli nel Golfo.
I mercati del gas naturale evidenziano dinamiche divergenti: il TTF europeo e l'Henry Hub americano crescono su base congiunturale rispettivamente del +4,4% (47,4 €/MWh) e del +9,5% (10,0 $/MWh), mentre il JKM asiatico flette dello 0,7% (60,7 $/MWh). Nel comparto del carbone, le quotazioni europee salgono a 115,6 €/MWh, mentre quelle australiane interrompono la corsa fermandosi a 132,2 $/Mt. Nel settore elettrico si registra un diffuso aumento congiunturale nei principali mercati europei (Francia +32,2%, Spagna +26,9%, Germania +18,7%), mentre l'Italia segna un lieve calo (-0,1%), pur mantenendo il prezzo spot più alto a 120,1 €/MWh. Infine, il prezzo della CO2 nell'EU ETS risale del 3,3% rispetto ad aprile, portandosi a 74,9 €/tCO2eq.
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