La Legge 18 dicembre 2025, n. 190 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025) prevede modifiche che intervengono sul decreto legislativo n. 201/2022 rafforzando il sistema di controllo sulla gestione dei servizi pubblici locali.
La principale novità riguarda l’introduzione del comma 1-bis dell’art. 30 del d.lgs. n. 201/2022. Nell’ambito della ricognizione periodica sulla gestione dei servizi, l’ente locale è ora tenuto a valutare le cause di eventuali risultati gestionali insoddisfacenti. Qualora tali criticità risultino imputabili all’attività del gestore, l’amministrazione deve adottare uno specifico atto di indirizzo, allegato alla ricognizione, con il quale richiede l’elaborazione di un piano di intervento contenente le misure correttive, il cronoprogramma delle azioni, gli interventi per il miglioramento della qualità del servizio, l’efficientamento dei costi e il ripiano delle eventuali perdite. Il piano deve essere predisposto dal gestore entro tre mesi.
La riforma attribuisce inoltre maggiore rilevanza alla fase di monitoraggio successiva. In caso di grave inadempimento nell’attuazione del piano, l’ente affidante potrà valutare la risoluzione anticipata del rapporto di gestione, rafforzando così gli strumenti di intervento nei confronti dei gestori che non adottino le misure correttive richieste.
Contestualmente vengono ampliati anche i poteri dell’ANAC. L’Autorità può irrogare sanzioni amministrative nei confronti degli enti locali in caso di mancata adozzione o pubblicazione della relazione annuale prevista dall’art. 30, comma 2, del d.lgs. n. 201/2022 ovvero di omessa adozione dell’atto di indirizzo nei casi di gestione anomala. Le sanzioni possono variare da 5.000 a 500.000 euro, confermando la volontà del legislatore di rafforzare gli strumenti di vigilanza e di assicurare una più efficace verifica della qualità dei servizi pubblici locali.
Le modifiche entrano in vigore dal 3 gennaio 2026