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News - 27/07/2026

Confindustria e Crui: Università e Imprese insieme per la competitività del paese

A Roma la seconda edizione di "Alta Formazione, Ricerca e Innovazione: Università e Imprese per la Competitività del Paese"

Si è tenuta, presso la sede di Confindustria a Roma, la seconda edizione di “Alta Formazione, Ricerca e Innovazione: Università e Imprese per la Competitività del Paese”, promossa da CRUI e Confindustria per rafforzare la collaborazione tra sistema universitario e imprese, accelerare il trasferimento tecnologico e valorizzare ricerca e formazione.

L’iniziativa ha concluso un percorso articolato in sei tavoli di lavoro, dai quali sono emerse alcune priorità condivise: potenziare le lauree professionalizzanti e il raccordo con gli ITS Academy, sostenere l’imprenditorialità accademica, valorizzare brevetti e proprietà intellettuale e consolidare i dottorati industriali e innovativi anche oltre il PNRR.

Particolare attenzione è stata dedicata al trasferimento tecnologico e alla necessità di favorire un incontro più efficace tra domanda industriale e offerta di ricerca. Al centro del confronto anche l’attrazione dei talenti internazionali attraverso iniziative come “Italy Calls India”, modello che potrà essere esteso ad altri Paesi partner.

 

“La competitività dell’Italia non dipenderà semplicemente dalla quantità di risorse investite nella ricerca o dal numero dei laureati che riusciremo a formare – ha detto Laura Ramaciotti, Presidente della CRUI –. Dipenderà soprattutto dalla nostra capacità di trasformare la conoscenza in sviluppo, facendo lavorare università e imprese come parti di uno stesso progetto per il Paese. Non dobbiamo costruire da zero un rapporto tra università e impresa, ma renderlo più diffuso, più stabile e più capace di generare valore”.


“L’incontro di oggi con la CRUI, nella casa delle imprese italiane, conferma un’alleanza strategica tra chi genera conoscenza e chi la trasforma in valore, tra chi forma e chi produce, tra università e imprese. L’obiettivo è rendere questa relazione strutturale a partire dalla condivisione delle nostre riflessioni sui temi chiave, dal rapporto università-ITS alle startup, dall’innovazione ai brevetti, fino ai dottorati industriali e ai progetti sull’internazionalizzazione, come Italy Calls India”. Così Riccardo Di Stefano, Vice Presidente di Confindustria per Education e Open Innovation, secondo cui “È il tempo dei ponti. I ponti che servono all’Italia per affrontare le grandi transizioni – verde, digitale, tecnologica, demografica – non da spettatori, ma da protagonista, ricordandoci chi siamo, una grande tradizione manifatturiera e una grande tradizione accademica”.
 

“L'Italia dispone di imprese che continuano ad aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo e di una ricerca pubblica di eccellenza. La sfida, oggi, è trasformare sempre di più questa capacità in brevetti, prodotti processi e servizi innovativi, quindi competitività. I segnali sono incoraggianti: nel 2025 le domande di brevetto di università ed enti pubblici di ricerca sono cresciute di circa il 20%, mentre i dottorati innovativi e industriali hanno superato quota 6.000 grazie al PNRR. Gli investimenti in R&S dei privati crescono al 7% all’anno e cresce l’export”. Così Francesco De Santis, Vice Presidente di Confindustria per Ricerca e Sviluppo, secondo cui “ora occorre consolidare questi risultati, rendendo strutturale la collaborazione tra università e imprese e rafforzando il trasferimento tecnologico. Solo così potremo superare il paradosso italiano di un'eccellente produzione scientifica che spesso non si traduce in innovazione industriale. Va sostenuta anche a livello nazionale la scelta europea di mettere al centro delle politiche per la crescita la competitività legata e la ricerca e innovazione”.
 

Infine la Vice Presidente di Unindustria con delega al Capitale Umano Alda Paola Baldi è intervenuta sul tema Dottorati Industriali: "Non rappresentano soltanto un nuovo modo di fare formazione. Rappresentano un nuovo modo di fare innovazione, perché uniscono la capacità dell’università di generare conoscenza a quella delle imprese di trasformarla in sviluppo, tecnologia e competitività. Il loro valore nasce dalla coprogettazione. Università e imprese individuano insieme una sfida tecnologica, costruiscono un percorso di ricerca e condividono lo stesso obiettivo. Ora dobbiamo rendere questi percorsi più semplici, più accessibili e più attrattivi per i giovani. Il dottorato industriale deve essere percepito come una delle strade più qualificanti per costruire il proprio futuro e per sviluppare quelle competenze scientifiche e trasversali di cui le imprese hanno sempre più bisogno per affrontare le grandi trasformazioni tecnologiche e industriali."

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