Dal rapporto emerge come, nel 2025, l'offerta totale di energia abbia raggiunto il record di 600,31 EJ (+1,7% su base annua), ma l'incremento del ricorso alle fonti rinnovabili non sia stato sufficiente a coprire per intero la crescita dei consumi energetici globali. Nonostante la capacità solare ed eolica siano aumentate rispettivamente del 30% e dell'8,2%, le fonti fossili hanno comunque soddisfatto l'86% dell'offerta totale, registrando incrementi nel consumo di petrolio (+2,5%), gas naturale (+2,4%) e carbone (+1,1%). In particolare, il consumo mondiale di petrolio e la domanda di gas naturale hanno toccato nuovi massimi storici, mentre la crescita della domanda di carbone è stata inaspettatamente trainata dagli Stati Uniti piuttosto che dalla regione Asia-Pacifico.
In questo contesto, il quadro globale evidenzia come il pianeta stia affrontando una vera e propria "addizione energetica" anziché una sostituzione delle fonti convenzionali, spostando l'obiettivo della transizione oltre la fine del secolo. Questa forte dipendenza dalle fossili si riflette anche sulle emissioni globali di anidride carbonica, salite al record di 41 Gt (+1,1%), con Cina, Stati Uniti e India che insieme rappresentano oltre la metà del totale mondiale. Sul fronte statunitense, l'aumento della produzione elettrica da carbone e il massimo storico toccato dall'output di greggio si inseriscono in uno scenario di mercato contrassegnato dal calo delle scorte industriali dell'OCSE e dall'incertezza legata alle tensioni belliche.
In allegato il rapporto completo.