Nella Gazzetta Ufficiale n 227 del 30 settembre sono stati pubblicati il Dpcm 7 agosto 2026 "Modifiche e integrazioni al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, in materia di livelli essenziali" di assistenza e un decreto del Ministero della Salute che aggiornano i Lea. Il pacchetto interviene su circa 800 prestazioni, servizi e terapie a carico del Servizio sanitario nazionale, tra nuovi inserimenti, sostituzioni e revisioni di voci esistenti. Le disposizioni saranno efficaci trascorsi 30 giorni dalla pubblicazione.
È il primo intervento organico dal 2017. Quell'aggiornamento è diventato pienamente operativo solo nel 2024, con lo sblocco del decreto tariffe. Il Dpcm ancora precedente risaliva al 2001.
Prevenzione e diagnosi precoce
Il capitolo più corposo riguarda la diagnosi precoce:
Esenzioni più ampie per malattie croniche e rare
Si allarga l'elenco delle patologie croniche e invalidanti esenti e delle relative prestazioni. Nel testo che aveva ottenuto il parere favorevole delle Regioni figuravano le forme gravi di sindrome fibromialgica, l'idrosadenite suppurativa e la malattia polmonare da micobatteri non tubercolari. Vengono inoltre aggiunte nuove malattie rare esenti e aggiornate le definizioni di alcune già incluse. Per i disturbi dell'alimentazione e della nutrizione viene introdotta la terapia psicoeducazionale, individuale e di gruppo.
Specialistica ambulatoriale: dentro le novità, fuori le prestazioni superate
Il catalogo della specialistica ambulatoriale viene rivisto in due direzioni. Da un lato entrano nuove prestazioni: il testo originario citava, tra le altre, l'elastografia epatica, nuovi test genetici e ulteriori tecnologie diagnostiche. Dall'altro escono quelle ritenute obsolete, in un'ottica di appropriatezza e razionalizzazione dell'offerta.
Le risorse
Al momento dell'intesa in Conferenza Stato-Regioni, le misure con nuovi oneri erano state stimate in circa 149,5 milioni di euro l'anno, coperti con risorse già stanziate. Molti altri interventi sono a invarianza di spesa.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha parlato di "un risultato storico". Secondo il ministro, l'aggiornamento serve a rendere il Ssn più equo e uniforme sul territorio e a portare l'innovazione ai cittadini senza attese di anni. L'eliminazione delle prestazioni obsolete, ha aggiunto, contribuirà alla sostenibilità del sistema.