Il futuro delle politiche europee per la crescita economica, la competitività industriale e la coesione territoriale è stato al centro dell’incontro “Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028–2034: priorità per l’industria italiana tra crescita, coesione e competitività”, promosso da Confindustria e ospitato oggi da Unindustria a Roma.
L’iniziativa, tappa dedicata al Centro Italia del percorso di confronto promosso da Confindustria nelle cinque circoscrizioni elettorali del Parlamento europeo, ha riunito gli eurodeputati della Circoscrizione Italia Centrale, i rappresentanti delle Confindustrie regionali e le istituzioni del territorio, per approfondire le prospettive del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, il principale strumento di programmazione economica dell’Unione europea che definirà priorità e risorse comunitarie per il periodo 2028–2034.
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Nel corso dell’incontro è emerso che per le imprese la politica di coesione rappresenta uno strumento centrale per la competitività, favorendo una maggiore integrazione tra obiettivi di sviluppo regionale e politiche industriali europee. La definizione del nuovo bilancio europeo rappresenta un passaggio cruciale per il sistema produttivo italiano: le scelte europee avranno infatti un impatto diretto sulla capacità delle imprese di investire, innovare e competere sui mercati globali. Particolare attenzione è stata dedicata all’evoluzione della politica di coesione e ai nuovi strumenti europei per finanziare la competitività, la ricerca e l’innovazione. Il confronto ha consentito di mettere in dialogo le esigenze dei territori e del sistema produttivo del Centro Italia con gli europarlamentari coinvolti nel negoziato.
«La programmazione europea 2028–2034 deve garantire risorse adeguate alla competitività del sistema produttivo, sostenendo investimenti ad alto impatto industriale anche delle grandi imprese. Occorre poi una netta semplificazione delle regole sugli aiuti di Stato, superando i vincoli territoriali e le rigidità che oggi impediscono a troppe imprese e troppi progetti di investimento di beneficiare dei sostegni e delle risorse europee che potrebbero generare più innovazione e aumenti della produttività del tessuto produttivo dei territori», dichiara Giuseppe Biazzo, Presidente di Unindustria. «Per una regione come il Lazio, le risorse FESR sono decisive per sostenere la competitività, la digitalizzazione e la transizione ecologica, ridurre i divari tra Roma e le province e rafforzare filiere industriali strategiche per il Paese e l’Europa come il biomedicale e l’aerospazio».
«È fondamentale che le Regioni mantengano un ruolo attivo nella programmazione e nella gestione dei Fondi strutturali, seppur migliorando le sinergie con le strategie nazionali, valorizzando progetti interregionali e misurando con più efficacia le performance. Credo sia doveroso, infine, evidenziare che c’è una questione Centro Italia che continua a essere sottovalutata: Lazio, Toscana, Umbria e Marche meritano un’attenzione unitaria alle loro esigenze e potenzialità, attraverso un impegno condiviso delle istituzioni e del Sistema Confindustria» - conclude Biazzo.