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Articolo - 21/09/2026

Start up e Pmi innovative, agevolazione Irpef-Ires in attesa del via libera 2026

Dal Sole 24 Ore: Serve l’ok di Bruxelles per l’efficacia retroattiva della misura dal 1° gennaio. Operativa la detrazione Irpef alternativa del 65% sulle somme investite.

Nell’ultimo decennio gli incentivi sugli investimenti a favore di start up e Pmi innovative hanno rappresentato un volano per le imprese residenti in Italia, permettendo loro di attrarre capitali privati per destinarli al finanziamento delle attività di R&S e, più in generale, per utilizzarli nella crescita aziendale in settori sempre più competitivi. 

 

Detrazione deduzione del 30%

Un ruolo significativo è stato svolto dalla misura prevista dall’articolo 29 del Dl 179/2012, resa permanente dal 2017, che consente ai soggetti Irpef e Ires di detrarre o dedurre le somme investite in imprese startup innovative. La norma prevede:

  • una detrazione Irpef del 30% della somma investita nel capitale sociale delle startup innovative, fino a un investimento massimo di 1 milione di euro annui per le persone fisiche
  • e una deduzione Ires del 30% dell’investimento, con tetto massimo annuo di 1,8 milioni euro per le persone giuridiche.

 

Tali incentivi spettano fino a un massimo di conferimenti ammissibili inferiore a 15 milioni di euro per ciascuna startup, e ai fini del computo rilevano tutti i conferimenti agevolabili ricevuti dall’impresa innovativa nei periodi d’imposta di vigenza del regime (articolo 4, comma 7, Dm 7 maggio 2019). 

 

Gli investimenti 2026

Ai fini dell’operatività tale incentivo era sottoposto ad autorizzazione Ue, concessa con termine fissato al 31 dicembre 2025 (comunicato stampa Mef 2 ottobre 2017, relativo all’aiuto SA47184). Considerato dunque che allo stato attuale non risultano concesse proroghe da parte della Commissione europea, dal 1° gennaio 2026 la detrazione/deduzione del 30% non risulta più fruibile. La situazione dovrebbe però sbloccarsi entro la fine dell’anno, come chiarito nel corso della risposta all’interrogazione parlamentare n. 3-02744 (Centemero) del 17 giugno scorso, con cui il Governo ha confermato di aver chiuso positivamente l’interlocuzione con Bruxelles e di aver avviato la notifica del nuovo regime incentivante anche con l’obiettivo di garantirne l’efficacia retroattiva per l’anno in corso, quindi dal 1° gennaio del 2026.  Se confermata, questa soluzione permetterebbe di eliminare l’incertezza normativa che ha caratterizzato i primi mesi del 2026, nel corso dei quali la programmazione degli investimenti privati ha registrato un forte rallentamento. 

 

 

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Elisabetta de Tommaso




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