Nell’ultimo decennio gli incentivi sugli investimenti a favore di start up e Pmi innovative hanno rappresentato un volano per le imprese residenti in Italia, permettendo loro di attrarre capitali privati per destinarli al finanziamento delle attività di R&S e, più in generale, per utilizzarli nella crescita aziendale in settori sempre più competitivi.
Detrazione deduzione del 30%
Un ruolo significativo è stato svolto dalla misura prevista dall’articolo 29 del Dl 179/2012, resa permanente dal 2017, che consente ai soggetti Irpef e Ires di detrarre o dedurre le somme investite in imprese startup innovative. La norma prevede:
Tali incentivi spettano fino a un massimo di conferimenti ammissibili inferiore a 15 milioni di euro per ciascuna startup, e ai fini del computo rilevano tutti i conferimenti agevolabili ricevuti dall’impresa innovativa nei periodi d’imposta di vigenza del regime (articolo 4, comma 7, Dm 7 maggio 2019).
Gli investimenti 2026
Ai fini dell’operatività tale incentivo era sottoposto ad autorizzazione Ue, concessa con termine fissato al 31 dicembre 2025 (comunicato stampa Mef 2 ottobre 2017, relativo all’aiuto SA47184). Considerato dunque che allo stato attuale non risultano concesse proroghe da parte della Commissione europea, dal 1° gennaio 2026 la detrazione/deduzione del 30% non risulta più fruibile. La situazione dovrebbe però sbloccarsi entro la fine dell’anno, come chiarito nel corso della risposta all’interrogazione parlamentare n. 3-02744 (Centemero) del 17 giugno scorso, con cui il Governo ha confermato di aver chiuso positivamente l’interlocuzione con Bruxelles e di aver avviato la notifica del nuovo regime incentivante anche con l’obiettivo di garantirne l’efficacia retroattiva per l’anno in corso, quindi dal 1° gennaio del 2026. Se confermata, questa soluzione permetterebbe di eliminare l’incertezza normativa che ha caratterizzato i primi mesi del 2026, nel corso dei quali la programmazione degli investimenti privati ha registrato un forte rallentamento.
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