Ottobre si apre con un ulteriore inasprimento delle tensioni sui mercati energetici: a settembre l'indice CER dei prezzi dei beni energetici è salito a 213,8, il valore più alto da dicembre 2023 (+18,5% su agosto e +64% su base annua). Le restrizioni ai traffici nello Stretto di Hormuz e la chiusura temporanea dell'oleodotto saudita Est-Ovest hanno spinto il Brent a una media di 102,1 $/b (+15,9% mensile, +51,0% annuo), con il Dubai in aumento del 26,9%.
Nel gas naturale, il TTF europeo ha raggiunto una media di 75,6 €/MWh (+22,1% su agosto e +135,9% su base annua), sostenuto dalla corsa allo stoccaggio invernale, mentre il JKM asiatico è salito a 86,5 $/MWh. I prezzi dell'elettricità in Europa sono risaliti ai massimi dal 2023: in Italia il PUN si è attestato a 207,5 €/MWh (+15,2% mensile, +90,2% annuo), il livello più elevato tra i principali Paesi, con un differenziale di circa 62-65 €/MWh rispetto a Germania (145,7 €/MWh) e Francia (143,2 €/MWh).
Anche il carbone ha registrato rincari, legati alla maggiore domanda dovuta ai limiti nell'approvvigionamento di GNL: +7,0% sul mercato europeo e +11,7% su quello australiano rispetto ad agosto. Sul mercato della CO2, il prezzo dei permessi EU ETS si è attestato in media a 85,0 €/tCO2, in rialzo del 4,2% su base mensile e del 12,3% su base annua.
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