
L'Area Vasta del Lazio Meridionale è l'area a più elevata intensità industriale del Lazio al di fuori di Roma. Le filiere insediate — farmaceutica, automotive, agroalimentare, cartario — sono integrate nelle catene globali del valore e attraversano una fase di profonda trasformazione: nuovi investimenti industriali di rilievo internazionale convivono con transizioni produttive complesse. È proprio questa compresenza a rendere decisiva la qualità dell'ecosistema territoriale: infrastrutture affidabili, tempi certi e servizi adeguati sono la condizione per consolidare gli investimenti in corso e attrarne di nuovi.
Esplora la geografia produttiva dell'Area Vasta attraverso la mappa interattiva: filiere, poli industriali e trasformazioni in corso nel loro contesto territoriale.
Quattro sistemi produttivi integrati nelle catene globali del valore, ognuno con esigenze logistiche e infrastrutturali specifiche.
Asse Latina–Aprilia–Anagni: polo ai vertici nazionali per valore dell'export farmaceutico. Presidio regolatorio GMP/GDP, magazzini certificati, connessioni verso hub aerei e portuali. Filiera sempre più integrata nelle catene globali del valore con crescente attenzione alla cold chain e alla continuità produttiva.
Valle del Sacco: Stellantis Cassino Plant e rete di subfornitura automotive e metalmeccanica. Il sistema produttivo attraversa una transizione strutturale legata al riposizionamento delle piattaforme produttive del gruppo, con volumi in attesa delle decisioni sui nuovi modelli. Logistica just-in-time con finestre temporali strettissime: l'affidabilità dei collegamenti è parte della competitività del sito.
Latina: uno dei principali sistemi agroalimentari del Lazio. MOF di Fondi — hub di rilevanza continentale — movimenta circa 1 milione di tonnellate l'anno di prodotti deperibili. Il 60% dell'ortofrutta deve raggiungere i mercati entro 24 ore dalla raccolta. Dipendenza totale dalla gomma.
Sora e Isola del Liri: tradizione storica nella carta che sconta i limiti dell'accessibilità delle aree interne. Volumi massivi di merci pesanti (carta da macero, bobine) che gravano sulla rete stradale provinciale. Il deficit della linea ferroviaria Roccasecca-Avezzano riduce la competitività rispetto ai competitor europei.
Il territorio attrae investimenti industriali di rilievo internazionale, in larga parte concentrati nelle scienze della vita. Non semplici espansioni di capacità, ma trasformazioni strutturali delle filiere con ricadute dirette sulla domanda di infrastrutture logistiche, energetiche e digitali.
Anagni: piano di sviluppo confermato in sede istituzionale, con nomina di un Commissario Straordinario di Governo per l'investimento. Linee ad alta tecnologia per riempimento, confezionamento e controllo di prodotti sterili, con ricadute occupazionali dirette e sull'indotto.
Latina: nuova linea a ciclo continuo per farmaci oncologici e neurologici, con automazione del confezionamento. Consolida il sito come riferimento internazionale per i farmaci orali.
Anagni: adeguamento dello stabilimento con il supporto di Invitalia, a sostegno dell'efficientamento operativo e del lancio di nuove terapie avanzate.
Aprilia-Campoverde: potenziamento della produzione di farmaci per malattie autoimmuni e oncologiche, con investimenti in energia solare e riduzione sistematica degli scarti di produzione.
Frosinone: aggiornamento delle capacità produttive e manutentive, con una rete nazionale di imprese per il trasferimento di know-how, a fronte della crescita degli ordini internazionali.
Il Cassino Plant attraversa la fase più delicata della sua storia recente: il riposizionamento delle piattaforme produttive del gruppo Stellantis ha comportato una riduzione dei volumi e il ricorso agli ammortizzatori sociali, con effetti sull'intera filiera dell'indotto. Le decisioni sulle future assegnazioni di modelli sono attese entro la fine del 2026.
In questa fase, il ruolo del territorio è duplice: accompagnare la transizione — tutelando competenze e capacità industriale maturate in oltre cinquant'anni — e rafforzare i fattori localizzativi che rendono lo stabilimento candidabile per le nuove produzioni. Accessibilità, affidabilità logistica, energia e connettività non sono variabili di contorno: sono parte degli elementi che concorrono alle scelte di allocazione industriale.
Le province di Latina e Frosinone rappresentano rispettivamente il 5,5% e il 4,7% del mercato digitale regionale — un cluster tecnologico con un mercato aggregato superiore al 10% del totale regionale, in un contesto che nel 2022 ha superato i 13 miliardi di euro di valore. La transizione digitale delle filiere è già in corso: è il territorio a dover tenere il passo.
Investimenti confermati e transizioni in corso generano, insieme, la stessa domanda: infrastrutture logistiche, energetiche e digitali all'altezza delle filiere. Non basta attrarre gli investimenti: occorre mantenerli, accompagnare chi si trasforma e farne seguire altri.
