L'entroterra appenninico della Ciociaria e la fascia costiera bonificata dell'Agro Pontino hanno operato a lungo come sistemi separati. Questa frammentazione ha un costo reale: impedisce la condivisione di risorse umane, catene di fornitura e servizi specializzati tra i due bacini.
Il progetto di Unindustria nasce per superarla. Frosinone e Latina non sono due entità giustapposte, ma vasi comunicanti legati da dipendenze ecologiche (bacini Liri-Garigliano e Amaseno), flussi produttivi e complementarità funzionali. Governarli come sistema unico è la condizione per competere a scala europea.
L'integrazione interna è però soltanto il primo movimento. Il quadro è completo solo se si razionalizza il rapporto con Roma. La relazione con la capitale è articolata e asimmetrica per filiera: Roma è bacino occupazionale per i pendolari della fascia pontina e dei comuni di confine, mercato di prossimità per l'agroalimentare, fornitore di servizi avanzati per il sistema produttivo, origine di una quota significativa della domanda logistica del nodo romano. Per le filiere a forte vocazione internazionale — in primis quella farmaceutica, che dal Lazio meridionale esporta verso i mercati globali e contribuisce in modo dominante all'export regionale — Roma rappresenta invece un gateway: lo scalo di Fiumicino per le merci ad alto valore unitario, le connessioni AV/AC, i corridoi tirrenici. Una relazione plurale, dunque — ma oggi prevalentemente subita: congestione sulla Pontina e sulla A1, tempi ferroviari incompatibili con la pendolarità produttiva, sovrapposizione di funzioni logistiche tra i poli del nodo romano e quelli del Lazio meridionale.
Il progetto propone di trasformare questa relazione da dipendenza in complementarità: l'Area Vasta come piattaforma industriale dell'area metropolitana di Roma e, simultaneamente, come cerniera funzionale tra Roma e Napoli e gateway export verso i corridoi tirrenici. È un riposizionamento concettuale prima ancora che infrastrutturale — che restituisce al Lazio meridionale il ruolo di sistema industriale strategico del Centro Italia, non di periferia produttiva della capitale.