
Un porto non è solo un'infrastruttura di transito: è la porta attraverso cui le imprese di un territorio accedono alle rotte del commercio internazionale. La sua efficienza, la sua connessione con l'entroterra produttivo e la qualità dei suoi servizi determinano direttamente la competitività delle filiere che lo utilizzano.
In un'epoca di riorganizzazione globale delle catene del valore — reshoring, accorciamento delle supply chain, ricerca di piattaforme logistiche sicure e vicine ai mercati — la presenza di un porto efficiente diventa un fattore localizzativo di primo ordine per le imprese.
Il Porto di Gaeta è l'asset marittimo del Lazio Meridionale. Per valorizzarne appieno il ruolo, le imprese locali devono poter accedere ai suoi servizi in modo fluido, affidabile e competitivo. Questo richiede una connessione land-side efficiente, servizi logistici adeguati e una governance portuale orientata alle esigenze delle filiere insediate nel territorio.
Esplora il porto operativo: traffico navale, accosti e movimentazione nella dashboard interattiva.
Il Porto di Gaeta è gestito nell'ambito dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale, che coordina lo sviluppo integrato degli scali del litorale laziale. Il porto opera con una duplice vocazione — commerciale e turistica — su una superficie complessiva di circa 280.000 mq.
Tre strutture di accosto: Banchina Cicconardi (470 m, pescaggio -10,2 m), Banchina Salvo d'Acquisto (300 m, -8,4 m) e Banchina di Riva (180 m, -8,4 m). Dal 2023 dispone di un Posto di Controllo Frontaliero (PCF) che ha semplificato le procedure di import-export extra-comunitario.
Pontile ENI: ~1,3 milioni di tonnellate annuali di prodotti petroliferi raffinati — fornitura di carburante per il sistema aeroportuale del Lazio e autonomia energetica della Capitale
Rinfuse solide in crescita, trainate dal settore delle costruzioni
Retroterra manifatturiero: le filiere del Lazio Meridionale — cartario, agroalimentare, meccanica — oggi movimentano prevalentemente su gomma verso altri scali. Intercettare questi flussi è l'obiettivo del programma di sviluppo
Naviga il modello tridimensionale dello scalo con le progettualità del programma di sviluppo: area portuale, nuove opere e corridoio terrestre verso la SR 630 e l'A1.
Nel 2024 Unindustria ha attivato la Community Portuale — operatori terminalisti, agenti marittimi, autorità doganali e istituzioni — da cui è emerso un programma organico di 17 interventi articolato su tre assi complementari.
Dragaggio a -12,0 m, terminal multipurpose, nuovi moli e antemurale, logistica di ultimo miglio con raccordo ferroviario, traffici crocieristici, nautica e cantieristica: otto interventi che ampliano capacità e mercati dello scalo.
Cold ironing e flotta elettrica (PNRR Green Ports), efficientamento energetico con fotovoltaico e relamping, riqualificazione del waterfront: il percorso Smart Port che integra tecnologia, energia e riduzione delle esternalità.
Port Community System con 5G, zona franca doganale interclusa nell'ambito della ZLS, Business Opportunity Plan, Carta dei Servizi e adeguamento dei servizi amministrativi: la competitività dei processi, oltre quella delle opere.
Il programma elaborato dalla Community Portuale di Unindustria nel 2024, intervento per intervento. Tocca ciascuna voce per aprire la sintesi; il dettaglio progettuale completo è nell'Allegato Tecnico della relazione, le localizzazioni sono esplorabili nel modello 3D qui sopra.
Pescaggio della Banchina Cicconardi da -10,2 a -12,0 m, conforme agli standard europei e già previsto dal Piano Regolatore Portuale. Nel breve periodo, livellamento dei fondali a -11,0 m con rimozione dei punti critici. Il materiale dragato è riutilizzabile per casse di colmata: +15.000 mq di piazzali operativi.
Terminal di nuova generazione secondo gli standard dei porti nordeuropei: gru elettriche, tramogge depolverate, magazzini, impianti di packaging e pesatura. Rende il porto competitivo per container, rotabili e prodotti a temperatura controllata. Impatto energetico neutrale grazie a un impianto fotovoltaico da oltre 1 MW.
Nuovo molo dal termine della banchina di riva, parallelo e speculare al Salvo d'Acquisto, come cerniera con l'eventuale nuovo approdo turistico. Prosecuzione della Cicconardi con casse di colmata retrostanti: obiettivo +15.000 mq, per una superficie complessiva di piazzali di circa 80.000 mq.
Dighe sopraflutto e sottoflutto per la piena operatività in ogni condizione meteo-marina e la stabilità dei fondali nel tempo. È il prerequisito per attrarre traffici di linea regolari — Ro-Ro e container — che non tollerano inefficienze legate al meteo.
Aree logistiche intermodali il più vicino possibile alle banchine, con scambio ferro-gomma sul collegamento Gaeta-Formia. Corridoio dedicato al traffico pesante dal porto alle direttrici principali e area di sosta camion attrezzata con servizi per gli autisti.
Adeguamento della Banchina Caboto per l'accosto di navi da crociera di medie dimensioni e mega yacht, realizzazione di un cruise terminal e integrazione con la mobilità turistica del Golfo.
Ampliamento della base nautica con un incremento del 44% dei posti barca, fino a 265 unità per imbarcazioni fino a 40 metri. Intervento interamente finanziato con fondi privati.
Strutture di movimentazione, accesso fronte mare e spazi operativi per il refit di yacht oltre i 40 metri: un segmento ad alto valore aggiunto che valorizza la tradizione cantieristica del Golfo.
Infrastrutture elettriche di potenza per alimentare da terra le navi ormeggiate, con spegnimento dei motori ausiliari durante le operazioni: eliminazione di emissioni locali e rumore in area portuale (PNRR Green Ports).
Sostituzione dei mezzi di servizio endotermici con veicoli elettrici e stazioni di ricarica rapida, inclusi battelli elettrici per la manutenzione (PNRR Green Ports).
Impianti fotovoltaici sulle coperture di magazzini e uffici portuali e relamping LED delle aree operative, con copertura significativa dei consumi tramite energia autoprodotta (PNRR Green Ports).
Piazzale Caboto, passeggiata di via Bausan e lungomare Caboto: la ricucitura tra porto e tessuto urbano di Gaeta. Finanziamento Regione Lazio, completamento previsto 2026-2027.
PCS integrato per l'automazione delle procedure e la condivisione dei dati in tempo reale tra operatori, dogana e autorità, su infrastruttura 5G: la Logistica 4.0 applicata allo scalo, con sincronizzazione dei sistemi informativi.
Zona franca doganale interclusa nell'ambito della Zona Logistica Semplificata: stoccaggio in sospensione di dazio e IVA, lavorazioni finalizzate anche alla riesportazione, valorizzando magazzini doganali e PCF esistenti nell'integrazione porto-retroporto-tessuto industriale.
Strumento di commercializzazione dello scalo verso le compagnie di navigazione: presenta in modo strutturato le opportunità di business che il porto e le filiere del Lazio Meridionale offrono ai vettori.
Formalizza standard di qualità, trasparenza tariffaria, modalità di accesso, diritti e doveri degli utenti e procedure di reclamo: la prevedibilità del servizio come fattore di competitività.
Nuovo edificio servizi dell'AdSP e adeguamento delle infrastrutture di servizio: illuminazione, segnaletica, viabilità interna e colonnine elettriche.
