Si è svolto nella mattinata di oggi venerdì 25 settembre 2026, presso lo stabilimento di Sanofi ad Anagni, l'incontro "Innovazione e sostenibilità per guidare le sfide dell’industria e della salute del futuro".
Realtà di riferimento del comparto farmaceutico sul territorio, la nostra associata ha ospitato un confronto che ha riunito i principali interlocutori istituzionali a livello nazionale e territoriale, tra cui rappresentanti del Governo, della Regione Lazio, del mondo industriale e associativo, per discutere degli strumenti necessari a rafforzare l'attrattività degli investimenti, le filiere, le competenze e la capacità produttiva delle Life Sciences in Italia, prendendo spunto anche dal percorso di trasformazione in corso presso il sito Sanofi di Anagni e valorizzando il suo contributo all’ecosistema Life Sciences italiano nel contesto del Lazio quale hub farmaceutico di rilievo europeo per capacità produttiva, competenze, investimenti ed export.
L’evento ha offerto un’occasione di dialogo sulle condizioni necessarie a rafforzare investimenti e filiera, promuovendo una maggiore integrazione tra politica industriale, sostenibilità e bisogni del sistema sanitario. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente di Sanofi Italia e Malta Marcello Cattani, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, intervenuto in occasione della tavola rotonda "Il territorio come volano strategico per l’attrattività industriale".
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In una fase in cui Italia ed Europa sono chiamate a rafforzare competitività industriale, attrattività degli investimenti e autonomia strategica, il settore farmaceutico si conferma un asset essenziale per la crescita, per il contributo alla salute, all’occupazione qualificata, all’innovazione e allo sviluppo delle filiere. L’evoluzione del sito di Anagni è stata il punto di partenza per una riflessione su come gli investimenti industriali possano integrare innovazione tecnologica, digitalizzazione, capacità produttiva e sostenibilità ambientale e su come manifattura farmaceutica avanzata e politiche pubbliche possano contribuire alla competitività e alla resilienza del sistema, favorendo un accesso sostenibile all’innovazione.
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Il Presidente Biazzo ha preso parte al panel dedicato a territorio e attrattività industriale insieme ad Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Fulvia Filippini, Head of Public Affairs Sanofi Italia e Malta, Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, e Salvatore De Meo, Deputato al Parlamento Europeo.
"Oggi la competizione è internazionale e ciò significa che, per attrarre investimenti sul territorio, dobbiamo offrire alle aziende alcune condizioni molto concrete: certezza e velocità delle procedure, infrastrutture efficienti, energia competitiva, competenze qualificate e un sistema della ricerca capace di dialogare con l'industria", ha evidenziato Biazzo.
"Dare certezza alle aziende che vogliono venire a investire è fondamentale, così come lo è far continuare a investire chi ha già scelto il Lazio. Come Unindustria lavoriamo molto su questo aspetto: insieme alla Regione Lazio abbiamo presentato il Piano industriale del Lazio, di cui abbiamo recentemente presentato anche l’aggiornamento annuale, e in particolare lavoriamo attraverso il Gruppo Tecnico Multinazionali guidato dalla Vicepresidente Alessandra Santacroce, che ha sostenuto e collaborato alla realizzazione del programma Invest in Lazio che la Regione sta implementando. Siamo andati insieme a Bruxelles per presentare questa iniziativa che prevede un punto unico di accoglienza per gli investitori e per chi è già presente nel territorio e vuole investire, con l'obiettivo di avere risposte certe entro 60 giorni.
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Ora che abbiamo un piano strategico condiviso lavoriamo sull'execution, cercando di mettere a terra ciò che, a nostro avviso, è in grado di stimolare la competitività del sistema produttivo, come il consorzio industriale del Lazio e la Zona Logistica Semplificata. La nostra regione parte già da condizioni importanti: ha università e centri di ricerca, filiere industriali consolidate, competenze e una presenza significativa proprio di multinazionali. Il sito Sanofi di Anagni è un esempio concreto di quanto una grande presenza industriale possa diventare un patrimonio per tutto il territorio. Qui possiamo vantare caratteristiche uniche, a partire dalla presenza della nostra capitale che ha eccellenze come l’aeroporto di Fiumicino e università che possono garantire competenze e qualità del capitale umano. Dobbiamo quindi continuare su questa direzione per far sì che il Lazio sia sempre più una terra d’impresa."
Sull’importanza del settore farmaceutico: "Ha una grandissima rilevanza per il nostro territorio, non solo per il contributo all’export ma anche per l’occupazione di qualità che garantisce".
Sul tema delle infrastrutture: "Abbiamo chiarissimi gli investimenti da fare sul territorio, a partire dall’Alta Velocità nel Basso Lazio recentemente presentata. Consideriamo inoltre fondamentale lo sviluppo della logistica e per questo abbiamo organizzato anche gli Stati Generali della Logistica".
Infine, sul Protocollo Regione-Farmindustria-Unindustria: "Punta a rafforzare la ricerca clinica nel Lazio e nasce dal forte impulso e dalla grande capacità di proposta delle imprese della sezione Farmaceutica e Biomedicali di Unindustria. Testimonia la grande qualità del tessuto imprenditoriale del settore, fatto da grandi realtà come Sanofi e più piccole imprese fortemente innovative e competitive che siamo orgogliosi di rappresentare. Il Lazio possiede già uno degli ecosistemi delle Scienze della Vita più importanti d'Italia e d'Europa, per capacità produttiva, export, ricerca, presenza di grandi gruppi internazionali, IRCCS, università e competenze. La sfida, quindi, non è costruire questo ecosistema da zero, ma renderlo ancora più integrato, efficiente e competitivo nella capacità di attrarre nuovi investimenti. Ed è quello per cui lavoriamo".
Sanofi - Il “caso Anagni”: dalla sintesi chimica al biotech, una trasformazione in corso
Nel 2024 (secondo lo studio realizzato da Sanofi con KPMG) le attività di Sanofi nel Lazio hanno generato un contributo al PIL di 62 milioni di euro, grazie anche alla collaborazione con numerosi attori locali e oltre 120 fornitori attivati. Il sito di Anagni ha contribuito ad attivare 1.050 posti di lavoro complessivi, distribuendo 55 milioni di euro di reddito alle famiglie dei lavoratori coinvolti. Un risultato che testimonia come gli investimenti industriali di Sanofi generino valore economico e sociale duraturo per il territorio.
Lo stabilimento Sanofi di Anagni è in una fase di profonda trasformazione strategica: dal consolidato know-how nella sintesi chimica a soluzioni biotecnologiche avanzate, con un nuovo reparto dedicato alle terapie enzimatiche per le malattie metaboliche rare e l'integrazione della produzione del vaccino HIB. La trasformazione produttiva procede in parallelo con quella tecnologica e digitale, con investimenti nell'upskilling del personale e nell'integrazione dell'intelligenza artificiale nei processi. La sostenibilità è una leva chiave della sua competitività industriale: le emissioni di CO₂ sono state ridotte del 37% rispetto al 2019, l'energia proviene interamente da fonti rinnovabili e l'Idra project punta al riciclo di circa 100.000 m³ di acqua l'anno. Negli ultimi tre anni gli investimenti nel sito - supportati anche dal MIMIT - hanno raggiunto circa 36 milioni di euro, in linea con gli obiettivi globali di Sanofi: -55% di emissioni Scope 1 e 2 entro il 2030 e net zero entro il 2045.
Le dichiarazioni:
“La capacità di produrre salute è una componente strategica della competitività di una nazione. Significa certamente garantire continuità di fornitura e accesso ai pazienti ma anche generare innovazione, occupazione, competenze qualificate, capacità produttiva e valore per i territori. In una fase in cui Italia ed Europa si interrogano su come rafforzare la propria autonomia strategica e attrarre investimenti, crediamo sia necessario riconoscere pienamente il ruolo delle Life Sciences come leva di crescita” ha dichiarato Marcello Cattani, Presidente e Amministratore Delegato, Sanofi Italia e Malta. “Il confronto che abbiamo voluto promuovere oggi ad Anagni nasce proprio da questa convinzione: industria, istituzioni e territori devono lavorare insieme per creare condizioni capaci di sostenere gli investimenti nel lungo periodo, accompagnare l’innovazione e rendere l’Italia sempre più competitiva. Anagni rappresenta un punto di osservazione ma anche un esempio concreto di evoluzione costante da cui partire per costruire una visione più ampia sul futuro delle Scienze della Vita in Italia.”
“Il settore farmaceutico rappresenta un asset strategico per la competitività e la sicurezza industriale del Paese. Per attrarre e consolidare investimenti ad alto valore aggiunto servono un quadro regolatorio stabile, strumenti di sostegno efficaci e una collaborazione strutturata tra istituzioni, imprese e territori” ha commentato Valentino Valentini, Viceministro delle Imprese e del Made in Italy, proseguendo “La trasformazione dello stabilimento di Anagni dimostra come innovazione tecnologica, sostenibilità e sviluppo delle competenze possano procedere insieme, rafforzando la capacità produttiva nazionale e generando occupazione qualificata. Come Ministero siamo impegnati a creare le condizioni perché esperienze come questa possano crescere e contribuire al posizionamento dell’Italia nelle filiere europee delle Scienze della Vita”.
"Come Regione stiamo lavorando fianco a fianco con le associazioni di categoria e le imprese, ascoltandone le esigenze di sviluppo: dal sostegno alla componente energetica al rafforzamento del dialogo con il mondo della ricerca", ha dichiarato Francesco Rocca, Presidente Regione Lazio. "Il protocollo d'intesa firmato con Farmindustria sulle sperimentazioni cliniche va proprio in questa direzione, per semplificare la burocrazia che spesso frena la ricerca e sviluppo delle aziende farmaceutiche. Gli investimenti di Sanofi ad Anagni, insieme ad altri progetti oggi allo studio di grandi multinazionali sul nostro territorio, confermano un interesse costante verso il Lazio: un patrimonio che dobbiamo proteggere, continuando a far sentire forte la nostra voce anche in Europa."