Oggi il Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo è stato ospite in diretta su Sky TG24 Economia, nella trasmissione condotta da Andrea Bignami. In trasmissione anche Marco Osnato, Presidente della 6ª Commissione Finanze della Camera dei deputati, Luigi Marattin, Segretario nazionale del Partito Liberaldemocratico, e Sara Monaci giornalista de Il Sole 24 Ore. Tra i temi affrontati la questione energia, difesa e il nodo della crescita del Paese.
Caro Energia, un costo che è “minaccia esistenziale”
«Un'impresa energivora non può competere con un concorrente tedesco o francese se paga il gas il 30-40% in più: qui non parliamo di margini, parliamo di sopravvivenza di interi distretti oltre che di sicurezza nazionale. Come ha ricordato il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini, abbiamo oltre 4.000 autorizzazioni per impianti rinnovabili ferme nei territori: dobbiamo sgombrare il campo da rimpalli amministrativi e opacità politiche e sbloccarle nel giro di settimane, come se fosse il target di un nuovo PNRR. Sul nucleare, dobbiamo tentare la strada dei piccoli reattori modulari e rivendicare una leadership scientifica ed industriale. Servono interventi permanenti sugli oneri di sistema, un segnale chiaro agli investitori sulle rinnovabili, e più coerenza dall'Europa, che da un lato ci chiede di decarbonizzare e dall'altro ci mette 72 condizioni burocratiche prima di darci il via libera su un decreto energia. Non si può correre con i pesi alle caviglie».

Difesa, una spesa strategica
«Si tratta di tecnologie dual use, con applicazioni sia in ambito militare sia civile. Questo rappresenta un elemento positivo nella misura in cui contribuisce a rafforzare la capacità produttiva del Paese. La crescita dovrà essere graduale e distribuita nel tempo, così da consentire alle nostre imprese di strutturare e consolidare le proprie filiere produttive, accompagnando l'aumento della domanda. Per ragioni strategiche è necessario incrementare la capacità produttiva per garantire un adeguato livello di difesa del Paese. Se affrontato in questi termini, questo percorso potrà generare un importante ritorno non solo sul piano della produzione industriale, ma anche della ricerca, dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico».
Dazi USA-UE e "scudo acciaio"
«È fondamentale tutelare la filiera europea della produzione dell'acciaio, facendo però in modo che le misure di salvaguardia non si traducano in un aggravio di costi per le imprese che utilizzano l'acciaio nei propri processi produttivi. Siamo favorevoli a difendere la produzione siderurgica europea e italiana, ma bisogna monitorare con attenzione gli effetti che queste misure potrebbero avere sui costi e sulla competitività dell'intera filiera dell'utilizzo dell'acciaio».