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Articolo - 14/11/2022

Lazio, ottimo andamento dei distretti tecnologici

Farmaceutico, Ict, Aerospazio, Ceramica: su La Repubblica il "Monitor dei poli tecnologici"

 

Ora comincia il momento più difficile perché le previsioni sono di un rallentamento dell'economia italiana ed europea fra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo: ma il Lazio può farcela benissimo, sulla spinta di una prima metà dell'anno decisamente - in qualche misura a sorpresa - favorevole, che lo mette al dì sopra delle medie nazionali.

Sono soprattutto i distretti tecnologici della regione a "tirare" e far sperare che la complessa transizione che ci attende - fra tassi in crescita, inflazione rampante, mercati esteri in affanno - possa essere attraversata senza troppi danni.

Il report "Monitor dei poli tecnologici" dì Intesa rivela un ottimo andamento dei distretti hi-tech del Lazio, che hanno confermato nel periodo aprile-giugno 2022 il trend positivo dell'export crescendo "del 17,8% su base annua", si legge nello studio. È il terzo trimestre consecutivo con una crescita a doppia cifra».

Numero uno è il polo farmaceutico con un +21%, seguito da quello dell'Ict con il 9,5% e da quello aerospaziale (+4%). In totale, esportazioni per 7,6 miliardi nei tre mesi.


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Il caso del farmaceutico è emblematico: anche se molto dell'export è dovuto a transazioni infragruppo (spicca il 45% delle esportazioni verso il Belgio, altra patria d'elezione dì filiazioni di multinazionali che sì passano i semilavorati l'un l'altra), la base produttiva laziale è così radicata da contenere ormai tutti i fattori positivi di una specializzazione industriale di prim'ordine. «Il nostro sito dì Latina, nato nel 1980, ha visto la produzione passare da 1,8 miliardi dì trattamenti del 2010 ai 4,1 miliardi previsti per quest'anno», spiega Mario Sturion, amministratore delegato di Janssen Italia (gruppo J&J). «La quasi totalità della nostra produzione, 100 preparazioni per oltre 50 diversi tarmaci, è destinata all'estero e raggi unge i pazienti dì oltre cento Paesi, il che rende il sito di Latina uno degli hub più importanti a livello mondiale, oltre che un fiore all'occhiello nel campo dell'innovazione farmacologica». Decisivi sono stati, aggiunge l'ad, «gli investimenti del gruppo nell'applicazione dell'hi-tech e dell'intelligenza artificiale per raggiungere l'eccellenza nella produzione. La valenza di Latina è rilevante anche se pensiamo al know-how che si è sviluppato in collaborazione sempre più stretta con università di tutta Italia.

 

Tecnologia di ultima generazione anche per il polo aerospaziale, nomi di prestigio quali Alenia, Thales, Avio. Quest'ultima, basata a Colleferro, è il fornitore principale di razzi vettori per i satelliti europei Vega-Ariane, che partono dalla base dell'Esa (European Space Agency) della Guyana francese. «Siamo parte integrante dì una complessa e sofisticata partnership multinazionale al massimo livello di tecnologia. Abbiamo appena iniziato la produzione della nuova "famiglia" Vega C, in grado di lanciare satelliti dì geo-osservazione più pesanti e performantì a minore prezzo, che è stata accolta con grande favore dagli operatori», racconta il direttore commerciale Maurizio Cutroni. «Vega è un "veicolo" a quattro stadi ormai consolidato con decine di satelliti messi in orbita. L'ultima versione è alta trenta metri e pesa 137 tonnellate». Nel complesso, le aziende del polo aerospaziale laziale hanno esportato nei primi sei mesi di quest'anno per 741 milioni, e lavorano con contratti pluriennali strettamente interconnessi con partner di tutto il mondo.

 

Anche ampliando lo sguardo dai settori più propriamente tecnologici, si riscontrano dati confortanti per l'economia del Lazio: è un distretto, nelle classificazioni di Intesa, anche quello dell'ortofrutta dell'Agro Pontino che ha avuto un buon recupero (+7,3% nel secondo trimestre).

 

Ottime notizie anche per il tradizionale polo della ceramica di Civita Castellana, reduce da anni diffìcili, che ha aumentato le esportazioni del 18,1%. «Noi come altre imprese abbiamo fatto una scelta di qualità e design, legandoci ad architetti di gran nome quali Giulio Cappellini o il giapponese Nendo, ed è stata una scelta sul lungo termine vincente grazie alla quale stiamo assorbendo il colpo di una bolletta energetica passata dal 5 al 20% dei costi», spiega Augusto Ciarrocchi, presidente di Ceramica Flaminia, la più antica fra le 35 aziende del distretto, fondata da una cooperativa nel 1954. Del resto tutto è antico in questo polo industriale: la privativa per l'estrazione di argille di tipo caolinico nel territorio venne ottenuta da papa Pio VI da Giovanni Trevisan nel 1776. 

 

In allegato l'articolo di Eugenio Occorsio per La Repubblica.

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