Scivola e corre. L'olio della fiducia ha messo in moto il sistema dell'ospitalità romana che oggi offre 80 alberghi a 4 e 5 stelle in più rispetto a solo cinque anni fa. «Abbiamo assistito a eventi di assoluto valore nell'ultimo anno: dalle sfilate di Dolce e Gabbana che hanno portato circa mille ospiti con una capacità di spesa elevatissima agli Internazionali di tennis che ormai richiamano anche i non appassionati. È indubbio: a Roma si è avviato un ciclo virtuoso e anche noi siamo chiamati a partecipare a questo lavoro di concerto con le istituzioni».
Ci sono punti fermi, cristallini come l'acqua che scroscia a due passi nella fontana del Mosè che a Roma fa da spartiacque tra via XX Settembre, piazza della Repubblica e il quartiere Barberini. Alle otto del mattino, seduto in un tavolo centrale del Lumen, il ristorante dell'albergo di lusso del St. Regis Rome, che dirige dal 2018, Giuseppe De Martino, parla delle vette che la Capitale ha raggiunto in questa scalata al mondo del turismo. Già premiato come Hotel General Manager Italiano del 2024, oggi De Martino è presidente della Sezione Industria del Turismo e del Tempo libero di Unindustria e racconta dove va e cosa significa questo sviluppo.
Che sfide pone?
«Un turismo sostenibile, cioè un turismo che porta benefici a tutta la città. E che elevi la consapevolezza e l’impegno a custodire i tesori di questa città».
Cosa dicono i vostri dati?
«Nel 2024 molte destinazioni "classiche" hanno sofferto nel mondo: Roma no. Anzi, ha continuato a crescere. I dati parlano di un anno record a Roma: 22,9 milioni di arrivi, + 3,42% rispetto al 2024 di cui 12 milioni dall’estero, e 52,9 milioni di presenze (+2,87% rispetto al 2024). Anche il turismo congressuale cresce. I visitatori oggi trovano un’offerta più ampia di attività da svolgere: dai concerti allo sport. Roma è più attrattiva e competitiva grazie all’arrivo di risorse e investimenti: un plauso va al metodo Giubileo, alle istituzioni che hanno saputo lavorare per il bene della città rendendola anche più smart e accessibile. L’arrivo di un’assistente digitale come Julia è molto positivo».
In termini di competitività, ci sono zone in espansione?
«Sì, ci sono aree dove potrebbero nascere alberghi di fascia alta e in cui portare nuovi servizi: Ostiense, Flaminio, Testaccio e l’Eur grazie agli ampi spazi a disposizione che stimolano la vivacità del quartiere con iniziative che hanno avuto un ottimo riscontro di partecipazione, come il festival di musica elettronica, e infine San Lorenzo, dove ci sono già esperienze positive collaudate come nel caso dei nostri associati Soho House Rome e The Social Hub, che condivide con la città anche spazi per lo svago accessibili a tutti, come il nuovo parco. Sul tema della rigenerazione urbana, insieme agli Associati della Sezione Industria del Turismo e del tempo libero di Unindustria, che ringrazio per essere sempre al mio fianco, siamo molto attivi. Noi albergatori ci sentiamo ambasciatori di questa città: vogliamo utilizzare sempre di più lo strumento di adozione di aree verdi o urbane da curare, da mantenere, come è stato fatto in piazza Augusto Imperatore o in largo di Torre argentina. Anche il St. Regis Rome intende adottare la piazza davanti al Planetario in via Vittorio Emanuele Orlando».
Quali sono gli aspetti su cui concentrarsi?
«Serve lavorare ancora di più sulla programmazione di eventi ricorrenti, che si ripetono in una logica di attrattività stimolando la destagionalizzazione. Puntiamo anche sull’enogastronomia, che migliora l’esperienza di autenticità: uno degli aspetti di successo di Roma è che si mangia e si viene accolti spesso da romani: questo conta. E continuiamo a posizionare Roma nel settore del lusso per non fermare questa crescita straordinaria: con RISE, l’evento che abbiamo contribuito ad avviare e che torna a febbraio con la sua seconda edizione, promuoviamo proprio l’eccellenza dell’offerta luxury di Roma e del Lazio. È poi fondamentale mantenere alto il decoro urbano e la sicurezza con più forze di polizia. L’esperienza della passeggiata in città, magari la sera, deve poter essere sicura. La nuova fermata Colosseo della metro C, ad esempio, è bellissima: è opportuno ora proteggere e vigilare».
Chiudiamo con le sue aspettative di questo 2026?
«Stimoli a fare sempre meglio. E diffondere la cultura dell’ospitalità, continuando a lavorare anche con i giovani, dagli istituti professionali ai licei. Come abbiamo già fatto, con la Sezione Turismo di Unindustria, insieme a Treccani e le università Luiss e Tor Vergata, per promuovere l’identità multiforme di Roma».
A cura di Stefania Piras per Il Messaggero