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Lazio, una regione che accelera. Biazzo: "Ora consolidare la crescita e le connessioni tra i territori"

Dalla conferenza stampa odierna del Presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo, al St Regis Rome


Roma, 28 gennaio 2026

Le priorità strategiche delle imprese e del territorio in un contesto economico regionale che mostra segnali di crescita superiori alla media nazionale, nella fase che si apre con la conclusione del PNRR e del Giubileo. Questa mattina, presso il nostro associato St Regis Rome, il Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo ha incontrato la stampa: al centro del confronto il ruolo di Roma Capitale e del Lazio di fronte alle sfide del 2026, anno di uscita dal PNRR, tra crescita dimensionale delle imprese, attrattività per gli investimenti e capacità di valorizzare l’eredità economica e infrastrutturale del Next Generation EU e del Giubileo.

 

 

 

Durante la conferenza stampa sono stati affrontati  i temi chiave per lo sviluppo della regione: il Piano Industriale del Lazio, il rafforzamento del tessuto produttivo e della manifattura, le grandi trasformazioni in atto, il ruolo dei territori e gli investimenti necessari in infrastrutture e sulle aree industriali, per rilanciare le opportunità legate a innovazione e competenze – a partire dal Rome Technopole – e il ruolo di Roma come piattaforma competitiva nel contesto nazionale e internazionale, al centro di grandi trasformazioni, urbane e di sviluppo economico, che richiedono ancora visioni ambiziose e scelte coerenti, come per il termovalorizzatore. Imprese, capitale umano e transizione verde saranno le leve fondamentali per una crescita sostenibile e duratura.

 


Il servizio del TGR Lazio



Lazio, il quadro economico regionale

La Regione cresce quasi il doppio della media nazionale: +1,2% il Lazio nel 2024, contro +0,7% dell’Italia (sono attese le stime per il 2025 e le previsioni 2025 ancora positive con una crescita, seppur non ai livelli del 2024, comunque sopra la media italiana). Importante il contributo dell’Industria alla crescita del PIL: quasi il 60%. Lo ha detto Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo stamani al St Regis Rome durante la conferenza stampa in cui ha delineato le priorità strategiche delle imprese e del territorio in un contesto economico regionale che mostra segnali di crescita superiori alla media nazionale.

Per Biazzo “se l’industria avanza con un passo più deciso, la crescita è più solida in una regione dove i servizi hanno sempre dato e continuano a dare un contributo decisivo all'economia. È questo il messaggio di fondo del Piano Industriale del Lazio che si sta dimostrando una piattaforma valida su cui stanno convergendo diversi contributi ed un impegno istituzionale chiaro che ne aumenta la credibilità e la forza: per questo stiamo lavorando all’aggiornamento e alla definizione dei focus per il 2026 che presenteremo tra febbraio e marzo”. La struttura economica della regione si dimostra competitiva per la sua varietà: settori manifatturieri che esportano e innovano (+14% nei primi tre trimestri 2025 contro il +3,6% del dato complessivo italiano con un contributo alla crescita nazionale di oltre il 20%), servizi avanzati che investono e crescono (dal digitale, all’audiovisivo, dalle telecomunicazioni alla sicurezza). Bene anche l’occupazione. Il tasso di occupazione è al 64,2% e il tasso di disoccupazione è al 5,8%, entrambi migliori della media italiana, “ma dobbiamo ancora crescere per garantire una occupazione più diffusa e di qualità”. Il brand del territorio, inoltre, si rafforza grazie soprattutto al grande contributo di Roma, che ha conosciuto una notevole e positiva trasformazione beneficiando della spinta dei fondi PNRR e Giubileo. Nei primi 9 mesi del 2025 si è toccata quota 57 milioni di presenze di turisti stranieri con 7,8 miliardi di euro di spesa (+19,6% rispetto al 2024). C’è una crescente attenzione su Roma: negli ultimi 6 anni sono state 80 le nuove aperture di alberghi a 4 e 5 stelle e nel 2026 ne sono previste altre importantissime.

 

C'è un "Metodo Lazio" che funziona

Secondo Il Presidente Biazzo “c’è un metodo Lazio che funziona, siamo molto soddisfatti per il clima di grande collaborazione istituzionale tra Regione e Comune di Roma che sta contraddistinguendo questa fase. Il 2026 deve essere un anno di impegno massimo per capitalizzare tanti sforzi. Abbiamo una grande città e motore economico di estremo valore come Roma e altre province con vocazioni produttive importanti, ma che hanno bisogno di grande cura e sostegno. La crescita e lo sviluppo del tessuto produttivo sono il collante fondamentale per tenere insieme la nostra regione: c’è bisogno di un approccio ampio e coordinato per una regione sempre più competitiva”. Per questo “Rieti, Viterbo, Frosinone, Latina, Cassino, Aprilia e Civitavecchia devono essere raggiungibili tra loro con infrastrutture moderne e sicure ed essere collegate in 60 minuti a Roma, la porta di accesso al mondo per tutto il Lazio”. Bisogna quindi avviare opere fondamentali come il Termovalorizzatore e la Roma-Latina, su cui non ci devono essere esitazioni, pianificare e dove si può concludere i lavori sullE altre infrastrutture fondamentali per rigenerare le connessioni nella regione dalla Salaria, alla Cassia, alla Orte-Civitavecchia, la Cisterna-Valmontone, la Frosinone-Latina, la Orte-Cassino-Gaeta e la TAV del basso Lazio”.


Il Piano Industriale del Lazio “si sta dimostrando una piattaforma valida a questo scopo su cui stanno convergendo diversi contributi ed un impegno istituzionale chiaro che ne aumenta la credibilità e la forza. Il 2026 è l’anno in cui ci stacchiamo dal PNRR e bisogna approntare una strategia pluriennale per target altrettanto adeguata, continuando a lavorare per rendere il territorio sempre più attrattivo, sempre più una terra d’impresa. I tracciati da seguire sono tanti: “Zona Logistica semplificata e Consorzio Industriale devono essere operativi nel più breve tempo possibile per essere subito più attrattivi per la semplificazione. Sostenere le filiere strategiche ad alto contenuto tecnologico ed innovativo (digitale, telecomunicazioni, farmaceutico, spazio e difesa, cinema e audiovisivo, green economy ed energia) accompagnando gli investimenti delle PMI, valorizzando e attraendo Grandi Imprese e Multinazionali (il numero di gruppi multinazionali esteri insediati nella nostra regione sta crescendo, da 133 a 148 in un solo anno), a conferma di una rinnovata capacità di attrazione che va sostenuta; inoltre bisogna investire sulle competenze, anche puntando su re-skilling e upskilling”.


“Bisogna insistere sul tema della crescita dimensionale delle imprese, sull’apertura di nuovi mercati e sulla capacità di innovazione delle imprese con strumenti di sostegno regionali facilmente accessibili e “pazienti”: investire in tecnologie critiche, processi innovativi, i cosiddetti asset intangibili come i brevetti, competenze esclusive, reputazione richiede tempo, sostegno e pochi vincoli. Valorizzare i grandi HUB e le piattaforme logistiche, a cominciare dal potenziamento di Fiumicino che ha toccato il tetto dei 50 milioni di arrivi e deve poter potenziare impianti e piste per rimanere un'eccellenza. Bisogna allo stesso modo insistere sugli investimenti nel porto di Civitavecchia per sviluppare la vocazione commerciale e lo sviluppo del retroporto. Decisivo, come abbiamo dimostrato con gli Stati Generali organizzati dalla Regione a novembre, sarà anche lo sviluppo della logistica che è sempre più un settore industriale e un fattore di competitività, non un mero servizio. Qui ovviamente l’attenzione principale è sullo sviluppo del nodo di Santa Palomba. Infine, sarà necessario proseguire nella rigenerazione della Capitale investendo sui servizi ed eventi per sfruttare l’atteso rimbalzo del turismo, valorizzando le tante aperture di alberghi di fascia alta che hanno scelto e stanno scegliendo Roma".

 

Le scommesse e le sfide

A livello di contesto generale “il costo dell’energia e l’evoluzione del quadro internazionale sono le variabili più consistenti per la competitività delle imprese. Sull’energia aspettiamo con urgenza il Decreto del Governo per dare respiro alle nostre imprese che pagano bollette che sono il doppio di quelle della Francia ed anche il triplo dei nostri amici spagnoli. Per quanto riguarda il quadro internazionale dobbiamo essere vigili sugli effetti a medio-termine dei dazi degli Stati Uniti, ma nel frattempo non possiamo permetterci autogoal come l’esitazione sull’accordo per il Mercosur che può valere 14 miliardi per il nostro export".

A livello più strettamente regionale, "bisogna lavorare con concretezza e grande collaborazione istituzionale su situazioni delicate come l’automotive nel basso Lazio e il phase out della centrale a carbone a Civitavecchia che può attivare importanti investimenti e per questo siamo fiduciosi che la nomina di ieri a Commissario per la transizione energetica della Vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli sia un primo passo fondamentale per accelerare la riconversione a cominciare proprio dai 52 progetti che hanno risposto alla manifestazione di interesse del MiMIT dello scorso anno. Anche per questo, occorre definire la nuova strategia del Rome Technopole per strutturare fuori dal PNRR un modello vincente di collaborazione tra Università e Imprese su ricerca, formazione e trasferimento tecnologico anche per dare continuità ad un investimento di risorse europee che non deve andare disperso e su cui, purtroppo, non è stato definito a livello nazionale nessuno strumento, anche competitivo, per garantire sostenibilità nel tempo a questi ecosistemi molto preziosi che abbiamo creato. Roma deve continuare il suo percorso di rafforzamento del brand di Grande Capitale dell’innovazione e dello sviluppo puntando su iniziative di valore concreto ma anche di grande potenza simbolica come il nuovo Stadio della Roma o il grande nodo HPC (supercalcolatore) della rete CINECA con un focus dedicato alla trasformazione digitale delle imprese che ci auguriamo possa essere installato al Tecnopolo Tiburtino con l’impegno fondamentale della Camera di Commercio. Roma deve affermarsi ancora di più come porta per il futuro e pilastro dell’economia italiana con le sue grandi leadership nello spazio e nella difesa, nell’ICT, nell’audiovisivo, nell’Energia e nelle grandi Reti, da quelle idriche a quelle digitali. Con il medesimo spirito pratico e ambizioso va interpretata la riforma di Roma Capitale: un nuovo assetto istituzionale in grado di dare all’amministrazione di Roma strumenti per essere autonoma e con risorse adeguate su scelte strategiche che riguardano lo sviluppo urbano ed i servizi, guardando anche alla cinta metropolitana. Non solo una Capitale con poteri e risorse adeguate, ma anche una Regione che dialoghi e si occupi dei temi dello sviluppo anche di Roma e uno Stato che tenga ben conto delle funzioni uniche e specifiche che solo in questa Città si svolgono e impattano su cittadini e lavoratori".

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