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News - 05/03/2026

Direttiva (UE) 2026/470 - Semplificati gli obblighi di rendicontazione ESG per le imprese

Pubblicata la direttiva “Omnibus I” nella Gazzetta ufficiale dell’UE che restringe la platea delle imprese soggette alla rendicontazione di sostenibilità e prevede una revisione degli standard ESRS

È stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 26 febbraio 2026 la Direttiva (UE) 2026/470, nota come Omnibus I, che interviene sul quadro europeo della rendicontazione di sostenibilità delle imprese con l’obiettivo di semplificare gli obblighi informativi previsti dalla normativa ESG.

Il provvedimento modifica diverse direttive europee in materia di informativa societaria e sostenibilità, tra cui la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e la disciplina sulla due diligence nelle catene del valore. Il testo Omnibus I entrerà in vigore il 18 marzo 2026 (il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella GUUE) e gli Stati membri dovranno recepire la direttiva nei rispettivi ordinamenti entro il 19 marzo 2027.

La principale novità riguarda il ridimensionamento della platea delle imprese obbligate alla rendicontazione di sostenibilità. L’obbligo si applicherà infatti alle sole imprese con più di 1.000 dipendenti e ricavi netti superiori a 450 milioni di euro, escludendo quindi numerose società che sarebbero state coinvolte nel regime originario della CSRD, comprese molte PMI quotate.

Accanto alle modifiche dimensionali, la direttiva introduce ulteriori misure di semplificazione. Tra queste, la possibilità per la Commissione europea di rivedere gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) per ridurre e razionalizzare i dati richiesti nei report di sostenibilità. Viene inoltre eliminato l’obbligo di adottare standard settoriali specifici per le diverse attività economiche.

Il provvedimento introduce anche il concetto di “impresa protetta”, riferito alle aziende con meno di 1.000 dipendenti che operano nella catena del valore di imprese soggette agli obblighi ESG. Tali imprese potranno rifiutare richieste di dati di sostenibilità eccedenti i principi volontari (VSME) adottati dalla Commissione.

Il nuovo quadro normativo si inserisce nel più ampio processo di revisione della regolamentazione europea sulla finanza sostenibile e mira a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, mantenendo al contempo strumenti di trasparenza e comparabilità delle informazioni ESG nel mercato europeo.

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