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News - 19/06/2026

Rating ESG - L'Italia si adegua alle norme UE

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo che adegua la normativa italiana al Regolamento europeo sui rating ESG, applicabile dal 2 luglio prossimo

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo per adeguare il Testo unico della finanza alle disposizioni del Regolamento (UE) 2024/3005 sulle attività di rating ambientale, sociale e di governance. Il provvedimento interviene inoltre sul Codice civile e sulla normativa nazionale collegata.

L’obiettivo è rafforzare la trasparenza, l’integrità e l’affidabilità delle valutazioni ambientali, sociali e di governance, contribuendo al corretto funzionamento del mercato della finanza sostenibile e alla tutela degli investitori.

I fornitori di rating ESG, ossia le società specializzate che assegnano alle imprese valutazioni sulle performance ambientali, sociali e di governance, saranno sottoposti a requisiti più stringenti di autorizzazione, trasparenza e vigilanza. I fornitori con sede nell’Unione europea dovranno essere autorizzati e sottoposti alla vigilanza dell’ESM, mentre per gli operatori extra-UE saranno previsti specifici meccanismi di riconoscimento, tra cui l’approvazione dei rating da parte di un fornitore europeo già autorizzato.

Le nuove regole introducono inoltre obblighi più stringenti sulla pubblicazione delle metodologie di valutazione e delle fonti informative utilizzate. I fornitori dovranno adottare requisiti organizzativi e procedure interne adeguate, garantendo l’indipendenza delle analisi e la prevenzione dei conflitti di interesse, anche attraverso una chiara separazione tra attività di rating e funzioni commerciali.

Per le imprese, il nuovo quadro richiama l’attenzione sulla qualità e sulla tracciabilità dei dati di sostenibilità comunicati al mercato, anche in relazione alla reputazione aziendale, all’accesso al credito e alle valutazioni di banche, investitori e intermediari.

In Italia, lo schema di decreto individua la Consob quale autorità nazionale competente, con funzioni di vigilanza e coordinamento in collaborazione con l’ESMA. L’intervento punta così a favorire un mercato dei rating ESG più comparabile e credibile, riducendo i rischi di valutazioni opache e di greenwashing.

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