Il sistema industriale laziale rafforza la propria posizione sui mercati internazionali e si orienta sempre più verso produzioni ad alta intensità tecnologica, con le medie imprese come leva di crescita. È quanto emerge dalle ricerche presentate oggi a Roma, a Villa Blanc, nel corso dell’incontro «Industria e competitività nel Lazio. Scenari e prospettive», promosso dal Centro Studi Unindustria.
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Dal convegno Unindustria le proposte per rafforzare ulteriormente il sistema produttivo della Regione: per Francesco Di Ciommo, Prorettore Luiss Guido Carli: "Roma ed il Lazio rappresentano per molte ragioni un ecosistema ideale per l’insediamento delle industrie, ma bisogna avere il coraggio di investire sul capitale umano e quindi sulla formazione tecnologica di alto livello oltre a valorizzare le possibili cabine di regie per attrarre investimenti sia internazionali sia italiani”.
Secondo Alessandro Fontana, Direttore Centro Studi Confindustria: “Bisogna implementare strumenti di sostegno ed agevolazioni fiscali nazionali e regionali per gli investimenti coinvolgendo le imprese delle filiere”.
Per Gian Paolo Manzella, Vicepresidente Svimez: “In un momento in cui l’Europa punta con decisione su industria è necessario rafforzare la funzione di attrazione di investimenti come priorità regionale in dialogo con le imprese, gli attori istituzionali nazionali ed europei”.
Infine, per Giuseppe Russo, Direttore Centro Einaudi: “Vincolare gli euro investiti nella ricerca pubblica all’impiego in progetti con la ricerca privata ed agevolare le fusioni tra le imprese che sono più promettenti degli incentivi alla crescita dimensionale dal basso perché così si riduce il rischio di insuccesso”.
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«Il Lazio è la seconda economia regionale italiana, con un PIL di 247 miliardi di euro, pari all’11% di quello nazionale, ma il suo tessuto produttivo è ancora poco conosciuto e poco raccontato. È uno dei principali poli farmaceutici europei, concentra oltre il 35% dell’industria aerospaziale nazionale, è il secondo polo italiano dell’ICT ed è l’hub del cinema e dell’audiovisivo», ha dichiarato Luciano Ragni, Delegato al Centro Studi Unindustria. «Con l’incontro di oggi vogliamo dare vita a un Osservatorio annuale sull’economia del Lazio, un luogo stabile di analisi e confronto per orientare le decisioni e contribuire a politiche di sviluppo efficaci. Il Lazio ha un potenziale industriale più grande di quanto comunemente si percepisca e il nostro compito è farlo emergere, promuovendo una cultura condivisa della crescita».
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Secondo i dati elaborati dal CER la quota del Lazio sulle esportazioni italiane è salita da circa il 3,5% del 2007 a quasi il 6% del 2021. Dopo la flessione post-Covid (4,5% nel 2023), nel biennio 2024-25 è tornata sopra il 5,5%. Il miglioramento si deve soprattutto a una favorevole combinazione di settori e mercati: il Lazio ha approfondito i propri vantaggi in comparti tra i più dinamici della domanda mondiale, a partire dal farmaceutico, beneficiando anche di un effetto di competitività specifico del territorio. A livello provinciale, alla tenuta di Roma si affianca il rafforzamento di Latina e Frosinone. Resta da monitorare l’esposizione a shock legati alla forte concentrazione sul farmaceutico.
Lo studio dell’Area Studi Mediobanca accende i riflettori sulle medie imprese industriali del Lazio, che nel 2024 generano quasi 3,2 miliardi di euro di fatturato, occupano circa 8.900 addetti ed esportano per oltre 1,1 miliardi. Rispetto al 1996 il fatturato è più che raddoppiato (+119%) e l’export è cresciuto del 266%. Le attività ad alta e medio-alta tecnologia rappresentano oggi il 44,6% dei ricavi, contro il 28,3% del 1996 e il 30,7% del resto d’Italia, e anche la redditività supera la media nazionale (EBIT margin all’8,5% contro il 7,9%).
Ampi, tuttavia, i margini di crescita: l’export pesa per il 35,4% del fatturato contro il 41,5% della media italiana, gli investimenti materiali si fermano al 3,4% dei ricavi e il 36% delle imprese ha un amministratore unico, contro il 17% nel resto del Paese. Il caso di BSP Pharmaceuticals di Latina mostra come specializzazione, tecnologia, competenze, mercati e organizzazione, agendo insieme, possano produrre un salto di scala.
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Industria e competitività nel Lazio. Scenari e prospettive
Hanno partecipato all'evento Luigi Abete Presidente Luiss Business School, Luciano Ragni Delegato Centro Studi Unindustria, Riccardo Persio Economista Centro Europa Ricerche, Emanuela Salerno Economista Area Studi Mediobanca, Francesco Di Ciommo Prorettore Luiss Guido Carli, Alessandro Fontana Direttore Centro Studi Confindustria, Gian Paolo Manzella Vicepresidente Svimez, Giuseppe Russo Direttore Centro Einaudi. Le conclusioni sono state affidate al Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo. Ha moderato i lavori Andrea Bignami Caporedattore SkyTg24.