Nel corso dell'iter di conversione in legge del Decreto liberalizzazioni (DL n. 1/2012), la Commissione Industria del Senato ha approvato un emendamento all'art. 6 del Decreto in materia di class action. L'emendamento - allegato - presenta alcuni profili critici. Rispetto all'attuale formulazione dell'art. 6, viene anzitutto confermata la sostituzione del requisito dell'identità dei diritti con quello dell'omogeneità, eliminando però le specificazioni ("del tutto" ed "evidente") che ne rafforzavano la portata.
Inoltre l'emendamento inserisce al 1° co. dell'art. 140-bis il riferimento alla tutela degli "interessi collettivi" dei consumatori/utenti. L'obiettivo è ampliare il novero delle situazioni giuridiche tutelabili attraverso la class action. L'intervento non è coordinato con l'impianto dell'azione di classe e rischia di determinare incertezze interpretative e applicative in ordine ai soggetti legittimati ad agire e alla disciplina del procedimento ex art. 140-bis.
Si tratta di aspetti che Confindustria ha già segnalato a Governo e Parlamento:
· riconosce la possibilità di aderire all'azione di classe anche mediante PEC o fax;
· disciplina l'ipotesi dell'accordo sulla liquidazione del danno nel caso in cui la sentenza che chiude il giudizio non determini l'ammontare del risarcimento, ma soltanto il relativo criterio di calcolo. L'accordo eventualmente raggiunto dalle parti costituisce titolo esecutivo.