Relazione sulle attività 2025
Lettera del Presidente Giuseppe Biazzo
Cari Associati, Cari Stakeholder,
viviamo una fase storica in cui le scelte contano più delle parole. Le tensioni geopolitiche, il ridisegno delle catene globali del valore, l’energia e le materie prime tornate fattori strategici stanno cambiando profondamente il quadro in cui operano le imprese. Di fronte a questa trasformazione, non basta adattarsi, occorre assumersi la responsabilità di guidarla, con lo spirito di chi crea lavoro, investe, innova e tiene unito il tessuto dei territori. Il 2025 ci ha ricordato che l’incertezza non è più un’eccezione, bensì un contesto. In questo scenario, le imprese non chiedono scorciatoie, chiedono direzione, regole semplici, tempi certi, energia competitiva, competenze. Chiedono, in una parola, un Paese che riconosca l’industria come un interesse nazionale.
È qui che si colloca il senso della nostra Relazione sulle attività. Non è un elenco di iniziative, è la fotografia di un’Associazione che vuole essere, ogni giorno, una piattaforma per il futuro. Abbiamo costruito un’agenda che tiene insieme crescita e coesione, competitività e sostenibilità, innovazione e capitale umano. L’urgenza di condividere questa agenda con gli associati e con tutti i portatori di interesse del territorio è stato il filo rosso della relazione della mia prima Assemblea Generale da Presidente di Unindustria. Un’Assemblea che ho vissuto con grande emozione perché, come sempre, è stata il momento di partecipazione più alto della vita della nostra associazione, che ha anche avuto la capacità di innovare ancora il suo format, per dare un segno tangibile della caratteristica fondamentale di Unindustria, ovvero quella di muoversi costantemente su due binari: la visione e la concretezza. Così, negli spazi del Palazzo dei Congressi, gremiti da oltre 1.200 tra imprenditori, manager e rappresentanti delle istituzioni, abbiamo indicato istanze e disegnato proposte sulle vocazioni dei nostri territori, abbiamo dialogato con le massime Istituzioni nazionali e locali, ma abbiamo anche colto il momento per rafforzare lo spirito associativo e le opportunità di confronto e business tra gli associati.
In quella occasione, abbiamo raccontato con ancora più chiarezza le ragioni che ci hanno portato a dare vita, dopo un ampio confronto interno che parte dalla scorsa Presidenza, alla definizione del Piano Industriale regionale. Abbiamo ribadito, anche in occasione della nostra Assemblea Generale, che siamo chiamati a reagire con visione e concretezza, perché ogni scelta, ormai, conta davvero.
Nel Lazio abbiamo voluto dare forma a questa visione con il Piano Industriale regionale. Una rotta condivisa tra imprese e istituzioni per rafforzare la manifattura e i servizi avanzati, attrarre investimenti, valorizzare le filiere strategiche e rendere il territorio più competitivo. Accanto a questo, abbiamo lavorato su leve decisive. L’avvio della Zona Logistica Semplificata, il rafforzamento del Consorzio Industriale, una nuova attenzione alle infrastrutture e alla logistica integrata, perché non esiste competitività industriale senza connessioni efficienti, fisiche e digitali. Stiamo investendo sul futuro con Rome Technopole, infrastruttura di competenze e ricerca, con l’idea di una transizione digitale che sia anche sovrana sui dati e accessibile alle PMI.
Per ciascuna di queste direttrici abbiamo definito un metodo di lavoro basato su progettualità operative, indicatori di avanzamento e momenti strutturati di confronto con le istituzioni. Vogliamo rendere misurabile l’impatto delle nostre azioni, perché rappresentare le imprese significa anche assumersi la responsabilità degli obiettivi che indichiamo, delle richieste che facciamo. Ma se dovessi indicare una sola priorità che attraversa tutto, sarebbe questa: le persone.
Le competenze sono il nostro primo fattore produttivo. Il mismatch, l’inverno demografico, la produttività che fatica a crescere non sono problemi del lavoro. Sono problemi di competitività nazionale. Per questo continuiamo a investire su ITS, formazione continua, up-skilling e re-skilling, non come slogan, ma come infrastruttura permanente del sistema. Il Lazio è una regione che in questo quadro ha una situazione positiva, una ricchezza e potenzialità che ci rendono un territorio attrattivo e “sicuro” per chi cerca talento, competenze e relazioni industriali positive.
Unindustria è prima di tutto una comunità imprenditoriale, in grado di valorizzare il ruolo decisivo e le leadership delle Grandi aziende e delle Multinazionali e di dare corpo e spessore alle istanze delle PMI che mettono al centro dell’agenda crescita e innovazione.
Una rete viva di aziende che condividono responsabilità e visione, che collaborano tra loro e con le istituzioni, che sanno fare squadra nei momenti decisivi, che nell’Associazione trovano nuovi modi per dialogare con i territori, generare valore e sane connessioni con gli stakeholder nell’interesse complessivo dello sviluppo e del benessere. È questa anima associativa che ci consente di trasformare le sfide in opportunità e di tenere insieme interessi diversi dentro un progetto comune di sviluppo.
Guardando al 2026 e oltre, Unindustria si dà alcuni impegni chiari e misurabili. Costruire un Patto per le Competenze con imprese, ITS, università e istituzioni, per trasformare la domanda delle aziende in percorsi formativi rapidi e qualificanti. Promuovere una regia stabile degli investimenti infrastrutturali - strade, ferrovie, porti, aeroporti, energia e connettività - perché senza tempi certi non c’è attrazione di capitali. Accelerare una via industriale all’innovazione che porti digitale, IA e cybersecurity sempre più dentro la manifattura e le filiere. Rafforzare la nostra presenza sui territori, perché la competitività si costruisce nei distretti e nelle aree industriali, non nei comunicati.
In questo percorso, resta centrale la responsabilità sociale dell’impresa. Crescita e inclusione non sono alternative, vanno insieme. Investire in sicurezza, sostenibilità, welfare aziendale e qualità del lavoro significa rafforzare i territori e dare stabilità alle comunità. È anche così che l’impresa contribuisce al progresso civile del Paese.
Accanto ai settori tradizionali, abbiamo continuato a sostenere anche le industrie creative e dell’audiovisivo, che nel Lazio rappresentano una filiera industriale avanzata e ad alta intensità di competenze. Iniziative come il Premio Film Impresa raccontano bene questa visione. Usare la cultura come leva di competitività, valorizzando il lavoro delle aziende e parlando alle nuove generazioni con linguaggi contemporanei.
Tutto questo è stato possibile anche grazie a un rapporto sempre più integrato con il Sistema Confindustria, che ci consente di portare le istanze dei territori dentro una strategia nazionale, rafforzando il peso delle imprese nei grandi dossier europei e industriali.
Unindustria è una comunità che lavora ogni giorno in modo concreto. Il contributo della squadra di Presidenza, delle Sezioni, dei Gruppi Tecnici e dei Gruppi di Lavoro è stato decisivo per trasformare le idee in proposte operative, mettendo a fattor comune competenze, esperienze e visione. Una comunità che riunisce eccellenze e che sa dimostrare quanto sia sempre vivo il senso di partecipazione allo sviluppo del territorio e il rispetto profondo per le Istituzioni dello Stato che garantiscono, insieme ai cittadini e alle imprese, i valori fondanti della nostra Repubblica democratica fondata sul lavoro. Ne abbiamo dato ulteriore prova nel 2025 con il grande trasporto e l’orgoglio con cui abbiamo accolto e condiviso la visita del Presidente della Giuseppe Biazzo Presidente Unindustria Repubblica Sergio Mattarella all’azienda BSP Pharmaceuticals di Latina in occasione della celebrazione della Festa del Lavoro, per la prima volta nel Lazio.
Con la forza tranquilla di chi sa che l’impresa non è un capitolo dell’economia, ma una condizione della democrazia sociale. Come Presidente, sento personalmente la responsabilità di guidare questa fase insieme a voi, con ascolto, determinazione e spirito di servizio. Unindustria farà la sua parte, fino in fondo.
Giuseppe Biazzo
Presidente di Unindustria